Il caso Milano e la vera lotta all’inquinamento

La pioggia salva Milano dall'eccesso di polveri sottili, ma l'inquinamento resta un problema aperto.

La pioggia ha salvato Milano dall’eccesso di polveri sottili, ma il capitolo inquinamento è quanto mai aperto. La Giunta Sala, spinta dalle sue frange ambientaliste, accusa gli autoveicoli di essere il primo imputato dell’inquinamento in atmosfera, ma molti studi - italiani ed esteri - viceversa addebitano le responsabilità ad un insieme di fattori. Riscaldamento d’inverno e aria condizionata d’estate, agricoltura e industria: essendo questi ultimi presenti solo nel primo e secondo hinterland, a incidere in misura quasi totalitaria sono i primi due.

Le emissioni di inquinanti atmosferici derivanti dai motori termici sono in continua diminuzione per l’inasprimento delle prescrizioni in materia di gas di scarico, ringiovanimento di veicoli circolanti e aumento dei motori ibridi ed elettrici. Nel recente passato gli impianti a combustione e di riscaldamento dell’industria, dell’artigianato e delle case sono stati fonti primarie di inquinamento, ai quali si è sempre associato quello derivante dai condizionatori d’aria che, in presenza di immobili con serramenti sigillati, ha aumentato l’inquinamento nei mesi estivi. Va tuttavia aggiunto che, grazie ai progressi compiuti nel settore tecnologico, l’inquinamento atmosferico da essi derivanti è stato ridotto. Continuano ad alimentarne le percentuali gli impianti a combustione e di riscaldamento con materiali fossili e la temperatura che si desidera ottenere.

Molte città di medio-grandi dimensioni, ispirate da Milano, hanno adottato e adottano criteri di forte ostilità verso autoveicoli a motore, la cui vera colpa riguarda l’ingombro cittadino che, nella maggioranza dei casi, scatena rallentamenti dei flussi di scorrimento ed enormi problemi per le soste dei mezzi per il trasporto merci, che in una città come Milano, il cui perimetro di primo e secondo centro è assai limitato e ad alta concentrazione di traffico, comporta non solo disagi ma anche costi in aumento dovuti ad una logistica inadeguata. Ed è proprio su logistica e trasporti pubblici che il Comune dovrebbe concentrare il massimo del suo impegno per limitare l’inquinamento e favorire lo scorrimento del traffico.

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