Il caso Fina scuote anche Segrate "Attenzione ai funzionari pubblici"

L’ex candidato nel mirino della Dda è a capo dello sportello imprese: accuse gravi

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Il part time a Segrate e un anno sotto traccia in Consiglio dopo la sconfitta alle elezioni: il caso Claudio Fina sciocca Pioltello. Non si parla d’altro in città il giorno dopo l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha messo sotto i riflettori l’ex candidato del centrodestra che i boss volevano sindaco, ma senza farcela. Un anno fa infatti la dem Ivone Cosciotti ha vinto al primo turno con 18 punti di distacco. Ma c’è un altro primo cittadino, quello di Segrate, Paolo Micheli, dove l’azzurro finito nel mirino della Dda è funzionario pubblico, responsabile dello sportello per le imprese, che parla della vicenda. "L’indagine non riguarda il nostro comune, la conoscenza dei fatti per noi è indiretta, va preso tutto con le pinze, si tratta di accuse molto gravi. Ma se confermate – sottolinea Micheli – la situazione sarebbe molto spiacevole". E se nei municipi cautela e imbarazzo sono palpabili, la Rete Antimafie Martesana parla degli immobili sequestrati alla criminalità organizzata sul territorio. Sono 68 e di questi 12 a Pioltello, tutti già "destinati", ovvero giunti al termine delle procedure di confisca e pronti alla restituzione alla collettività. Il numero di beni, appartamenti, villette terreni è “spalmato“ su 20 dei 29 comuni di bacino.

"Un numero importante considerata la zona - così la presidente Giovanna Brunitto - che certo sconcerta, ma che attesta la presenza dello Stato anche su questo fronte". Dalla fine delle procedure alla nuova vita possibile degli immobili requisiti un percorso molto lungo, "ma vi sono stati risultati importanti. Penso a Melzo, dove qualche anno fa una villetta fu assegnata alla Croce Bianca. Sono tempi protocollari, ma le risposte arrivano". La tematica dei beni confiscati fu, fra molte altre, al centro dell’incontro fra i sindaci di zona e il magistrato Nicola Gratteri, a Cassina de Pecchi a metà ottobre. Ai sindaci il procuratore di Catanzaro impartì anche qualche consiglio "anti contaminazione": "Dotatevi di un buon segretario comunale e di un capo ufficio tecnico affidabile. E lanciate ogni giorno dei piccoli segnali. Ad esempio? Il caffè quotidiano al bar, davanti a tutti, con il comandante dei vigili o dei carabinieri. Funziona". Monica Autunno

Barbara Calderola

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