Il caso dell’Argentia: "Noi, uniti a Cernusco rilanciamo con più indirizzi e orientiamo i ragazzi"

Da settembre le superiori di Gorgonzola guideranno anche il Majorana. Il preside: "Un polo solo con doppia vocazione, tecnica e professionale".

Il caso dell’Argentia: "Noi, uniti a Cernusco rilanciamo con più indirizzi e orientiamo i ragazzi"

Il caso dell’Argentia: "Noi, uniti a Cernusco rilanciamo con più indirizzi e orientiamo i ragazzi"

La popolazione studentesca si riduce e una percentuale sempre minore di ragazzi sceglie di frequentare un istituto professionale (il 10,6% degli studenti milanesi di terza media quest’anno contro un 58,5% che vira sui licei). Due elementi che finiranno, nel breve periodo, per modificare sensibilmente la conformazione della geografia scolastica, in Lombardia così come nel resto d’Italia. "Il nostro caso, in questo senso, è paradigmatico" commenta Nicola Ferrara, preside dell’Istituto d’istruzione superiore Argentia di Gorgonzola e reggente dell’Ipsia Majorana di Cernusco sul Naviglio.

"La recente normativa sul dimensionamento delle autonomie scolastiche mira alla formazione di istituti più ampi. Il che non significa, ovviamente, chiudere le scuole, ma privare quelle più piccole di una dirigenza indipendente – continua –. L’Ipsia Majorana, del quale io sono stato preside per dieci anni, prima di assumerne la reggenza, ricadrà, in base ai nuovi parametri, tra gli istituti accorpabili, dato che conta, unendo le sue due sedi di Cernusco e Melzo, 584 studenti. In quanto preside dell’Argentia, che di iscritti ne ha 750, mi sono fatto promotore dell’accorpamento del Majorana. Questo porterà, dal prossimo anno scolastico, alla nascita di un nuovo polo scolastico dalla doppia vocazione, tecnica e professionale". Una soluzione, questa, che permetterà anche alla scuola accorpata di mantenere una propria identità. Ma il rischio è che non sia così per tutti gli istituti: nel Pavese, ad esempio, un istituto professionale sarà smembrato in tre parti, ciascuna delle quali accorpata a una scuola diversa. Perché? "Non sempre le scuole più grandi, soprattutto se di indirizzo diverso rispetto a quelle da accorpare, sono favorevoli a questo provvedimento. È innegabile che le criticità ci siano, sia dal punto di vista dell’integrazione dei diversi corpi docente, sia da quello della gestione interna e didattica – spiega Ferrara –. Tuttavia, è bene guardare anche alle opportunità. Un’offerta formativa più articolata aiuterà a intercettare e soddisfare al meglio i bisogni formativi dei ragazzi, anche in termini di riorientamento. Pensiamo a un ragazzo che si renda conto, ad anno scolastico iniziato, di aver sbagliato indirizzo. In casi del genere è spesso difficile cambiare scuola. Ma con un’offerta interna più diversificata, sarà possibile reindirizzare l’alunno all’interno del medesimo istituto. In linea generale, poi, una realtà più ampia e articolata consentirà una gestione del percorso formativo più libera e meno legata alla contingenza delle iscrizioni".

Il piano di organizzazione della rete scolastica per il 2023/24 è già stato approvato, ma potrebbe subire variazioni last minute o essere rimandato di un anno, dopo le ultime novità introdotte dal Milleproroghe il 28 dicembre. Al momento, la “geografia scolastica“ cambia così: a Milano l’istituto superiore Marignoni-Polo di via Melzi d’Eril, che conta oggi 474 iscritti, sarà unito all’istituto professionale Cavalieri di via Olona. Nel primo ciclo, l’istituto comprensivo Don Bosco di Inveruno (484 iscritti) è accorpato al De Amicis di Marcallo con Casone; il comprensivo Marzabotto di Sesto San Giovanni (506 iscritti) al Dante Alighieri, sempre di Sesto. Perde l’autonomia il Falcone-Borsellino di Pantigliate (512 iscritti), che si fonde con l’istituto Emanuela Loi di Mediglia. Stessa logica nei confini di Pieve Emanuele, con l’istituto di via delle Betulle (569 studenti) che viene accorpato al comprensivo di via Viquarterio. A Milano i plessi della primaria Ferrari e delle medie Toscanini - finora sotto l’ala del Fabio Filzi - dovrebbero essere aggregati (non senza polemiche) all’Elsa Morante che ha 503 iscritti. La primaria Filzi si unirà al Marcello Candia.

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