Fumo e leggenda, nei sotterranei della Galleria Vittorio Emanuele rinasce il mito del cabaret

Il Comune dà gli spazi a Savini per realizzare il teatro chiesto quattro anni fa. Via libera anche a Prada per un passaggio tra i suoi negozi sotto l’Ottagono

Un'immagine del Derby in Monte Rosa

Un'immagine del Derby in Monte Rosa

Milano – I corridoi vaporosi dell’allora non ex Cobianchi, primo albergo diurno a Milano inaugurato un secolo fa nella pancia della Galleria. Le nebbie del Santa Tecla, tempio del jazz aperto nel secondo Dopoguerra a due passi dall’altro fianco del Duomo, e poi quelle del Derby Club in viale Monte Rosa, col Nanni Svampa a tradurre in milanese i versi dei chansonnier, Jannacci e Gaber a improvvisare la stagione irripetibile del cabaret.

Suggestioni di un passato fumoso e leggendario, nella Milano contemporanea in cui la nebbia meteorologica è un evento e il suo ricordo è venduto al chilo ad altospendenti snob in "secret bar" a insindacabile invito, che però scimiottano gli speakeasy americani del proibizionismo.

Eppure queste suggestioni prendono forma, proprio sotto i mosaici della Galleria calpestati da inconsapevoli d’ogni nazione coi loro bastoni da selfie, con il progetto di un locale di cabaret nei sotterranei del monumento laico più “instagrammabile” della città. Non sarà fumoso – la legge Sirchia, fortunatamente, ha bandito le sigarette dagli interni quasi ventun anni fa –, ma sarà un teatro sotterraneo, con ingresso dal Savini, progettato dai gestori dello storico ristorante che poco prima del lockdown, quattro anni fa, presentarono una manifestazione d’interesse per 150 metri quadri d’interrato prima in uso alla libreria Feltrinelli, che li ha riconsegnati al Comune l’anno scorso.

Ora quel sotterraneo, da trasformare in teatro-cabaret con opere per oltre 930mila euro, è stato annesso agli spazi del Savini con un nuovo contratto di concessione della durata di 12 anni: uno dei due progetti di valorizzazione che la Giunta di Palazzo Marino ha appena approvato a mezzo di una delibera proposta dall’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, che apre alla “verticalizzazione” della Galleria Vittorio Emanuele anche verso il basso, mettendo in attività piani interrati oggi inutilizzati, inaccessibili od occupati da impianti di servizio, con una modifica dei contratti di concessione di Savini e di Prada.

La casa di moda in Galleria ha due negozi che si fronteggiano sull’Ottagono, ed è la promotrice dell’altro progetto in delibera, con una manifestazione d’interesse per annettere al suo contratto 349,5 metri quadrati di interrato e collegare Prada Donna e Prada Uomo. Un passaggio sotto l’Ottagono che, secondo la maison, avrebbe già ottenuto un ok di massima dalla Sovrintendenza ai Beni culturali per un intervento da oltre tre milioni di euro senza interrompere le attività commerciali in Galleria.

Il Comune ha giudicato l’operazione "conveniente e opportuna", anche per il canone proposto da Prada, di 1.410 euro al metro quadro per gli interrati oggi in disuso, che una precedente delibera d’indirizzo del febbraio 2021 concedeva a Feltrinelli. La nuova delibera, in parallelo, aggiorna e rende attuabile il teatro-cabaret del Savini, già previsto tre anni fa. "Gestire i beni pubblici per generare valore per la collettività è un impegno e un dovere – ricorda l’assessore Conte –. Nel patrimonio del Comune la Galleria è un unicum, per il suo fascino e le potenzialità che ancora nasconde, e richiede una visione e un lavoro di lungo periodo, scelte complesse e l’apertura a cambiamenti e proposte di innovazione e cultura attraverso investimenti privati".Giulia Bonezzi

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