"I soldi o ti sgozzo". I raid della baby gang e le irruzioni in casa per soldi e Playstation

Smantellata una banda di minorenni: il più piccolo ha quattordici anni. I coetanei circondati per strada e gli appostamenti sotto le abitazioni. Nel mirino anche i genitori delle vittime: "Ora ve la facciamo pagare".

di NicolaPalma

"Tu oggi mi devi dare i soldi, non me ne frega un c. che tua madre non ce li ha. Vedi tu come trovarli, altrimenti lo sai che vengo con altre persone e ti entriamo in casa, ti rubiamo tutto quello che hai". Atteggiamenti e modi da baby boss. Appostamenti sotto casa dei coetanei per incutere terrore. Nessuna paura dei loro genitori, minacciati e spintonati in malo modo. Vere e proprie irruzioni nelle abitazioni delle vittime designate. Il più piccolo della gang deve ancora compiere 15 anni: qualche giorno fa, ha preso un aereo di sola andata per Santo Domingo, forse temendo di finire in cella; ora lo sta cercando l’Interpol per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale per i minorenni Paola Ghezzi.

Gli altri quattro presunti complici sono stati identificati e bloccati nelle scorse ore dai carabinieri della Compagnia di Corsico, coordinati dal pm Myriam Iacoviello: un sedicenne di origine ucraina è stato portato al Beccaria, mentre per un suo coetaneo gambiano e per un diciassettenne italiano è stato disposto il collocamento in comunità (dove si trovavano già per precedenti accuse di rapina, lesioni ed estorsione); infine, a un sedicenne italiano, incensurato e con un ruolo "da gregario" rispetto agli altri, è stata affibbiata la misura della permanenza in casa. Il primo intervento dei militari, guidati dal capitano Fabrizio Rosati, è datato 23 ottobre 2023: a chiamare è la mamma di un adolescente, che segnala la presenza di quattro ragazzi sotto casa. Gli investigatori dell’Arma arrivano in pochi minuti, ma del gruppo non c’è più traccia. La donna racconta che da agosto il figlio riceve continuamente richieste di denaro con annesse intimidazioni: "Se non mi dai i soldi, vengo e ti ammazzo, ti sgozzo, ti entriamo in casa e ammazziamo tuo padre a pugni". La madre spiega di aver ceduto inizialmente alle pressioni, pagando in cinque tranche 1.200 euro, aggiungendo che il 20 settembre si è presentato sul pianerottolo il quattordicenne dominicano pretendendo altri 200 euro come prezzo della "protezione" dalle estorsioni degli altri.

Il 24 ottobre, lo stesso minorenne di origini caraibiche blocca l’adolescente e un amico: a entrambi chiede 90 euro. Quando interviene la madre del secondo, lui le dice: "Tu stai zitta, non ti mettere in mezzo, ti mandiamo cinque persone sotto casa e te la facciamo pagare". Lo stesso giorno, si presenta in caserma il padre di un altro studente, che riferisce che due coetanei hanno minacciato il figlio per costringerlo a consegnare 200 euro per un debito mai contratto. E arriviamo al 4 novembre, quando la madre che per prima si era rivolta ai carabinieri lancia nuovamente l’allarme: il dominicano e il sedicenne gambiano hanno fatto irruzione nel suo appartamento e si sono portati via la Playstation dopo averla spinta. A quel punto, i militari decidono di organizzare una trappola: fotocopiano quattro banconote da 50 euro e suggeriscono alla donna di assecondare l’ulteriore richiesta di quattrini per riavere la consolle. All’appuntamento si presenta il sedicenne figlio di genitori centrafricani, che preleva la busta coi soldi finti e minaccia ancora: "Solamente questi ci dai! Dobbiamo entrare in casa ancora a spaccarti tutto? Adesso che poi viene lui e ti porta la Playstation!".

Pochi passi, e viene bloccato in flagrante. Tra il 27 ottobre e il 13 novembre, ecco le ultime due denunce per colpi con modalità identiche. Per il gip, i reati contestati rivelano "una certa disinvoltura e abitualità nel realizzare condotte predatorie ed estorsive, sfruttando la forza intimidatoria del branco". E ancora: "L’agire in gruppo appare l’elemento rafforzativo dell’intenzione criminale degli autori dei reati, le cui condotte, realizzate in maniera sinergica e coordinata, risultano finalizzate a ingenerare nelle vittime, di norma minorenni, paura, smarrimento e sgomento".

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