MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Milano, prezzi degli affitti fuori controllo. Sala: “Modello New York per limitare Airbnb"

L’affondo del sindaco: ce l’ho con le società che hanno fatto razzia di appartamenti. E critica l’immobilismo del governo

Skyline di Milano

Skyline di Milano

Milano – Boccia l’immobilismo della ministra del Turismo Daniela Santanchè e guarda alla soluzione adottata da New York.

Il sindaco Giuseppe Sala torna a parlare del problema del caro casa e dei troppi affitti brevi a Milano e prova a delineare un piano per rimettere sul mercato, a canoni calmierati, un numero più alto di alloggi rispetto a quello attuale. Il primo cittadino affronta il tema rispondendo alle domande dei cronisti dopo aveva assistito, pochi minuti prima, alla contestazione degli studenti del Politecnico all’interno della sede in Bicocca proprio contro il caro alloggi a Milano.

Ma procediamo con ordine. È dallo scorso maggio che Palazzo Marino è in pressing sul Governo per far limitare gli affitti brevi. Quattro mesi dopo, Sala critica l’operato dell’esecutivo: "All’inizio ho preso atto che la ministra Santanchè si è mostrata disponibile, ma di fatto non è successo niente". Milano, invece, spinge per soluzioni radicali e il sindaco cita l’esempio di New York, in cui è appena entrata in vigore una legge che impedisce alle persone di affittare case ad ospiti per meno di 30 giorni, a meno che l’host o l’affittuario non sia fisicamente presente nell’appartamento o nella casa durante il soggiorno. Un drastico ridimensionamento di piattaforme come Airbnb. "Adesso c’è il caso eclatante di New York – afferma Sala –. È un riferimento. Tra il bianco e il nero c’è bisogno di trovare il grigio giusto, ma così ora a Milano non va bene. Non si può avere più di 20 mila appartamenti dedicati agli affitti brevi. La preoccupazione della ministra Santanchè è che non si colpisca il turismo, che in ogni caso cresce: a Milano, a luglio, rispetto al luglio 2019, è aumentato del 30%. Quello che importa a noi è la gestione dell’offerta degli appartamenti".

La domanda sorge spontanea: Milano potrebbe adottare la stessa soluzione di New York per tagliare gli affitti brevi? Il numero uno di Palazzo Marino replica che "il Comune vorrebbe fare una scelta che, se non è come quella di New York, va in quella direzione, cioè lavorare sul numero di giornate e sul numero di appartamenti (da dedicare agli affitti brevi, ndr). Io non ce l’ho con il mio concittadino che ha un appartamento in più e lo affitta, ce l’ho con chi in questi anni ha fatto razzia di appartamenti per poi metterli sul mercato con gli affitti brevi. Questo è successo, ci sono intere palazzine a Milano che hanno avuto quella destinazione. Io ho lavorato nel mercato e nella concorrenza per tanti anni, ma un liberismo eccessivo non è la soluzione adeguata. Bisogna dire che così non va bene".

Sala si schiera dalla parte degli studenti universitari che protestano contro il caro casa nel capoluogo lombardo: "Oggi (ieri, in Bicocca, ndr) c’erano dei ragazzi che manifestavano. Voglio – e ne sto discutendo con l’assessore alla Casa Pierfrancesco Maran – rifare una convocazione a Palazzo Marino per studenti e rettori, perché il problema è evidente che non si risolve in tempi brevi ma va affrontato. Come? Un elemento è limitare gli affitti brevi, ma bisogna fare anche altre cose. Un esempio: io credo che le grandi città possano concedere volumetrie in eccesso rispetto a quelle che ci sono nei nostri piani urbanistici se chi costruisce cede al Comune una parte di appartamenti che l’amministrazione possa assegnare con affitti molto calmierati per studenti. È il momento di fare queste cose. So benissimo che è una questione di difficilissima soluzione ma capisco anche le ragioni dei ragazzi".