GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

I monopattini in sharing. Niente caschi e ruote piccole. Il Comune esclude due società

Autorizzazione ritirata a Bolt e Voi Technology, che avevano vinto il bando. In città resta operativo solo emTransit. Biciclette condivise: addio di Tier.

I monopattini in sharing. Niente caschi e ruote piccole. Il Comune esclude due società

I monopattini in sharing. Niente caschi e ruote piccole. Il Comune esclude due società

Il Comune ha ritirato alle società Bolt e Voi Technology l’autorizzazione ad effettuare il servizio di monopattini in sharing in città. Dai controlli è infatti emerso che i due operatori non rispettavano le condizioni previste nell’avviso pubblico al quale avevano partecipato con successo o non offrivano quanto promesso in fase di candidatura. Nel dettaglio, le irregolarità riscontrate da Palazzo Marino coincidono con la mancanza di caschi per chi noleggiasse i monopattini e con le dimensioni non corrette delle ruote dei mezzi, il cui diametro, secondo quanto riscontrato da Palazzo Marino, è risultato più ridotto del dovuto. La dotazione dei caschi non è obbligatoria, la si poteva offrire in fase di candidatura per accumulare più punti: quel che si dice una premialità. Rimasta, però, senza applicazione anche a causa – sostengono gli operatori – degli atti vandalici ai quali sono stati spesso sottoposte le tavolette elettriche nonché della difficoltà ad assicurarsi forniture in tempi certi. Quanto al diametro delle ruote si tratta, invece, di un requisito di sicurezza. Bolt e Voi Technology si erano classificate entrambe al primo posto, a pari merito. Ed entrambe erano state autorizzate dal Comune a svolgere attività di sharing dal 16 dicembre 2023 fino dicembre del 2026. Ora stanno valutando un ricorso al Tar.

"Considerate le difficoltà a reperire i materiali per aggiornare la flotta di monopattini, dovute anche alle difficoltà del commercio internazionale – rimarcano dall’assessorato comunale alla Mobilità – avevamo concesso alle due società una proroga nelle tempistiche, dando tempo fine al termine del mese di febbraio per adeguare i propri mezzi. Nonostante ciò, alla scadenza di quel termine, nessuna delle due ha adempiuto gli obblighi contrattuali, per questo il Comune ne ha disposto la decadenza. In questi casi – si spiega – è previsto lo scorrimento della graduatoria, per questo è stato comunicato alle altre società che avevano partecipato al bando l’avvio del procedimento per lo scorrimento della graduatoria e le conseguenti verifiche in merito al possesso dei requisiti". In questo momento Milano è servita da un solo operatore di monopattini in sharing: emTransit con 2mila mezzi sui 6mila previsti in tutto dal bando comunale.

Quanto alle biciclette in sharing in free floating, il Comune ha dovuto prendere atto del ritiro di Tier, una rinuncia volontaria comunicata il 15 gennaio. Gli operatori attivi restano quattro per un ottomila biciclette su strada alle quali si aggiungono quelle a stallo fisso di BikeMi, circa 5.400. Agli operatori ancora in servizio è stata chiesta la disponibilità ad incrementare la soglia delle biciclette autorizzate fino al 20% (quindi 400 biciclette in più per ognuno), come previsto dall’avviso pubblico, in modo da compensare la dipartita di Tier. Dall’assessorato comunale alla Mobilità non si esclude, però, un nuovo bando per colmare la carenza di mezzi. la road map del Comune prevedeva di avere in servizio, alla fine di marzo 2024, il 60% del totale dei velocipedi previsti dall’avviso pubblico, vale a dire 16mila. Al momento si è al 50%. Dallo sharing alla mobilità tradizionale: una delegazione di motociclisti ieri ha protestato in Consiglio comunale contro i divieti in arrivo per le moto. Dall’1 ottobre in Area B sarà vietata la circolazione a quelle a benzina 4 tempi Euro 0 ed Euro 1, da ottobre 2025 stop agli Euro 2 e a parte degli Euro 3.

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