Rogoredo, i miracoli di Natale: salvi cinque ex schiavi dell’eroina. “Provate a credere di nuovo in voi stessi”

La lettera di un 21enne che ha scelto di farsi aiutare è stata letta durante la messa in via Sant’Arialdo

Rogoredo, la messa in via Sant’Arialdo
Rogoredo, la messa in via Sant’Arialdo

La stola del sacerdote ha i colori dell’arcobaleno che annulla tutte le differenze e i pregiudizi: tutti sono i benvenuti in questa chiesa costruita alla bell’e meglio con una tettoia provvisoria che protegge una navata unica fatta d’asfalto e terra battuta in via Sant’Arialdo, a Rogoredo, nella piazzola di fronte al famigerato ex boschetto della droga che è stato ripulito nel 2019 dopo la stretta di controlli imposti dalla Prefettura. Ma c’è ancora tanto da fare per i “fantasmi“ che popolano le nuove aree di spaccio, verso San Donato, lungo la spianata di terra sotto il cavalcavia dell’autostrada o vicino ai binari della ferrovia. Per raggiungere i pusher, scavalcano le staccionate e rischiano la vita trovandosi accanto ai treni dell’Alta velocità. E c’è chi muore. Ancora. Ma nel buio brilla una luce, quella dei volontari del “Team Rogoredo“ che ogni mercoledì sera si sistemano proprio in via Sant’Arialdo e che ridanno agli invisibili un’identità, chiamandoli per nome. Così questo posto diventa il simbolo del Natale: la luce di Gesù bambino è in quella stola arcobaleno, nella tettoia, nei doni, nella chitarra e nella fisarmonica che hanno animato la messa celebrata ieri sera, all’aperto, per quei “fantasmi“. "Che tornano a essere persone: basta prenderli per il verso giusto, portandoli via dal buio con delicatezza. Cercando la giusta frequenza nel cuore che faccia loro desiderare di essere aiutati" dice Simone Feder, psicologo volontario del “Team Rogoredo” che unisce realtà come La casa del Giovane, La centralina, Cisom, Vispe e Milano Sospesa. E il primo miracolo di Natale è compiuto: "In cinque, negli ultimi giorni, hanno accettato di entrare in comunità per essere aiutati. Il modello sta funzionando".

Il secondo miracolo è nelle parole che uno di quegli ex fantasmi, Dylan, di 21 anni, ha voluto dedicare a chi ancora è inghiottito dal buio, perché trovi la forza di uscirne: "Rogoredo – scrive in un passaggio – è un luogo ove ormai basta un punto (di droga, ndr) in mano per avere un confidente falsamente interessato e comprensivo, dove trovi tutto quello che ti occorre per poter continuare il tuo cammino all’interno del tuo mondo di m... Ma queste cose le possiamo trovare anche altrove. È importante capire il motivo vero che ci porta lì. Quello che ci serve e di cui abbiamo bisogno è qualcuno, qualcuno che ti Ascolta, qualcuno che ti sta vicino, sono tutte varie mancanze che Rogoredo può solo tamponare. Ma tamponare è far precipitare. Perciò la scelta rimane tra una falsa motivazione di vita o un difficile cammino che ti potrebbe far credere di nuovo in te stesso". Lui ha scelto la seconda strada, adesso. E sprona gli altri a fare lo stesso.

A incoraggiarli, tutto il team di volontari: dallo psicologo Feder al sacerdote con la stola arcobaleno, don Diego Fognini, de “La Centralina” di Morbegno, una comunità di recupero per tossici e alcolisti. Ma anche l’arcivescovo Mario Delpini, che ha trasmesso il suo messaggio in questa notte di Natale anticipata: "Preparando, quest’anno, il miglior presepe di sempre, lo sguardo sia fisso su Gesù e la parola insita nella preghiera “Venga il tuo regno“. Venga anche qui, anche per noi, uomini e donne che nel presepe sembrano un errore, un disturbo e invece, forse, siamo quelli più necessari per vedere il Signore che viene".

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