MANUELA SICURO
Cronaca

I colloqui al via: "Così colleghiamo scienze e sogni"

Al Marconi tra romanzi sull’ansia e archeologia

I colloqui al via: "Così colleghiamo scienze e sogni"

I colloqui al via: "Così colleghiamo scienze e sogni"

Il viaggio tra gli esami orali di questa maturità rispecchia molto il contesto scolastico. La capacità di legare con uno stesso filo conduttore più materie, davanti ad una commissione, rimanda all’inclusività di un ambiente variegato e in crescita. Come quello del liceo Marconi di via dei Narcisi, 41 classi divise tra scientifico e linguistico. "Viviamo in un contesto misto, in una zona di case popolari ai margini del quartiere ebraico, che verrà riqualificata con l’arrivo della M4. Nella nostra scuola ci sono molti italiani che si amalgamano naturalmente ad altri ragazzi di una ventina di etnie diverse, conservando le usanze delle loro famiglie", afferma Giovanna Viganò, dirigente scolastico. Anche la didattica della scuola è internazionale. "Abbiamo due indirizzi di punta per lo scientifico: il biomedico e il Cambridge; per il linguistico l’EsaBac e la lingua cinese, quest’anno materia della seconda prova scritta". Tra le maggiori preoccupazioni per l’orale i collegamenti con "scienze": "Per noi umanisti collegare una materia così è complicato – conferma il rappresentante d’Istituto Filippo Pantaleo –, molti hanno ansia ma io no. Bisogna godersi questa maturità, essere sé stessi".

Tra i primi a lasciarsi l’esame alle spalle c’è Giovanni Scala: "Ho potuto parlare di Storia, partendo da Guernica e dal tema delle guerre. Voglio fare l’archeologo. So che potrei non trovare lavoro però è da sempre la mia passione, guardo più a quella che al guadagno futuro". Anche Melissa Trivella ha in mente cosa fare dopo la maturità: "All’esame il dover costruire un percorso partendo da una frase è impegnativo. Se penso al futuro vorrei diventare scrittrice:’Primo atto di vendetta’ è il libro che ho scritto per sfogare le mie ansie dell’esame: come una terapia". "L’esame non deve essere un metro di misura per tutto l’anno – è il pensiero di Anna Vitale –: è difficile affrontare questo salto, ci ho messo molto coraggio. Ai maturandi consiglio di tenere duro perché la sensazione che si sente dopo è fantastica. Ci saranno tanti momenti così nella vita. Bisogna affrontarli facendosi forza".