"Ho preso il nipotino e sono scappata in ciabatte"

Incendio mortale a Milano: custode del palazzo racconta il dramma. Famiglia uccisa dal fumo, altri feriti. Emozioni e ricordi per le vittime.

"Ho preso  il nipotino e sono scappata in ciabatte"

"Ho preso il nipotino e sono scappata in ciabatte"

"Mi ha telefonato un inquilino, che era stato allertato dal cognato: “C’è fumo nel palazzo?“. Il tempo di sentirmi rivolgere questa domanda che ho sentito le sirene di ambulanze e vigili del fuoco. Ho preso il mio nipotino in braccio e sono scappata in strada, con le ciabatte ai piedi". Giusy Cavallaro è la custode del civico 4 di via Fra Galgario, a poche decine di metri dall’officina (al civico 8) dove venerdì sera è divampato un incendio che ha ucciso una famiglia di tre persone morte soffocate dal fumo e ne ha ferite altre quattro in maniera lieve. "È stato un momento bruttissimo, non sapevo cosa pensare. Inizialmente non mi ero accorta di nulla, anche perché vivo nella parte interna del caseggiato". In via Fra Galgario da 34 anni, conosce tutti gli inquilini. "I Tollardo erano persone perbene. Antonio sempre educato e gentile, l’ho visto crescere. Mi salutava tutti i giorni quando rientrava a casa dal lavoro. Anche il padre, Silvano, passava da me a scambiare due parole tutti i giorni. Usciva tre, quattro volte al giorno. Invece la signora Carolina restava sempre in casa. Aveva problemi di salute". La disgrazia l’ha scossa profondamente: "Non riesco a credere che non ci siano più. Io poi sono rientrata a casa, dopo poche ore. Ma il mio pensiero è ancora fisso su di loro".

M.V.