Hero, funziona la bambola robot anti-Alzheimer: "Attiva ricordi e cure nell’80% dei malati"

Primo bilancio positivo a 12 mesi dall’avvio del progetto pilota alle Residenze del Sole di Cinisello Balsamo

La bambola robot Hero

La bambola robot Hero

Cinisello Balsamo (Milano) - Hero piange , come se fosse un bambino. E, proprio come se fosse un bambino, ha la voce da infante. Emette gemiti, crea connessioni con chi lo tiene in braccio e cerca di stimolare le emozioni. Hero, però, non è un moderno Cicciobello. È un bambolotto-robot senza volto e rappresenta uno strumento di cura per i malati di Alzheimer.

Il progetto, primo in Italia, ha trovato casa all’interno delle Residenze del Sole di Cinisello Balsamo ed è stato condotto in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli. Nel gruppo di ricerca c’è anche il Japanese institute for advanced study. L’idea alla base della sperimentazione è quella semplice della pet therapy, cioè che l’accudimento faccia bene ai pazienti, stimolando anche i ricordi. Anche per questo Hero non ha una faccia disegnata né modellata, a differenza di quelle tradizionali di pezza già usate da anni. Il suo volto è come una tela bianca che, in maniera terapeutica, può essere riempita. "In questo modo non viene proiettato un vissuto, ma sollecitata l’immaginazione", spiega il coordinatore educatore Vincenzo Genna. Hero vocalizza stati emotivi, che rispondono alle azioni degli ospiti della Rsa: piange quando viene lasciato solo e si calma quando viene preso in braccio. E, se viene abbracciato, inizia a ridere.

Il robot è stato introdotto nella casa di riposo di Cinisello Balsamo quasi un anno fa e quasi tutti i malati di Alzheimer lo hanno accettato. Dopo dodici mesi, l’equipe delle Residenze del Sole hanno anche stilato un primo bilancio di questa innovazione al servizio della cura dei più fragili. Hero ha aumentato l’interazione, alcuni anziani hanno recuperato parti della memoria, ad esempio rispetto ad aneddoti riguardanti nipoti o figli, il bambolotto ha ridotto anche lo stress e riattivato il movimento.

Nell’80% dei casi riusciamo ad avere beneficio. Gli anziani lo tengono in mano, lo cullano e l’abbracciano, ridono, abbiamo notato atteggiamenti di accudimento. Si aprono canali emotivi con i suoni, il peso, il calore del tenerlo, si creano nuove interazioni". Risultati positivi che stanno spingendo anche altre case di riposo a introdurlo come strumento per aiutare a riattivare la socialità e soprattutto le funzioni cognitive per lo svolgimento di qualsiasi attività anche quotidiana. Così, dopo Natale, Hero farà il suo ingresso in altre Rsa italiane.

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