di Nicola Palma L’auto vecchia ormai sprovvista di libretto. E quella nuova ferma in concessionaria in attesa che la Motorizzazione stampi la carta di circolazione e dia il via libera per l’utilizzo effettivo. Un cortocircuito normativo che rischia di lasciare a piedi per giorni decine di conducenti Ncc, in particolare coloro che nel prossimo futuro decideranno di sostituire la loro macchina per dare un servizio più confortevole ai clienti e cavalcare una ripresa sì parziale ma che comunque lascia intravedere un po’ di luce in fondo a un tunnel lungo quasi due anni. Prendiamo il caso di Gian Mario, cinquantunenne con un’azienda attiva dal 2004 e un dipendente: nelle scorse...

di Nicola Palma

L’auto vecchia ormai sprovvista di libretto. E quella nuova ferma in concessionaria in attesa che la Motorizzazione stampi la carta di circolazione e dia il via libera per l’utilizzo effettivo. Un cortocircuito normativo che rischia di lasciare a piedi per giorni decine di conducenti Ncc, in particolare coloro che nel prossimo futuro decideranno di sostituire la loro macchina per dare un servizio più confortevole ai clienti e cavalcare una ripresa sì parziale ma che comunque lascia intravedere un po’ di luce in fondo a un tunnel lungo quasi due anni. Prendiamo il caso di Gian Mario, cinquantunenne con un’azienda attiva dal 2004 e un dipendente: nelle scorse settimane, ha deciso di aggiungere al suo parco berline una Mercedes classe V da 64mila euro.

Tutto facile? No. L’imprenditore si è scontrato con la burocrazia generata da una modifica di legge che in realtà aveva lo scopo originario di semplificare le procedure. Di recente, è stato infatti abolito l’obbligo di collaudo presso le Motorizzazioni finalizzato all’immatricolazione di un nuovo veicolo. Tuttavia, senza collaudo, i tecnici non rilasciano più il foglio di via – il documento che autorizzava provvisoriamente la circolazione in vista del completamento dell’iter – bensì un documento unico "non idoneo alla circolazione". Tradotto: bisogna attendere la stampa del libretto, senza tempi certi. Ed è proprio in questa impasse di "Non è compito mio" o "Si rivolga a questo o a quello..." che si è ritrovato suo malgrado Gian Mario: "In tre giorni ho già perso mille euro perché ho dovuto rinunciare a lavori che avrei potuto tranquillamente gestire con due auto – spiega l’imprenditore –. E invece mi sono ritrovato con una sola auto (una Mercedes classe E, ndr), di cui peraltro aveva già prenotato la revisione, e ho dovuto pure lasciare a casa il mio collaboratore". Ciò che è più scoraggiante è che "nessuno sa dirmi quando mi arriverà l’ok per la nuova auto, ed è una vera beffa dopo le enormi difficoltà che la mia categoria ha dovuto fronteggiare causa Covid".

Lo sconcerto aumenta se si pensa "che finalmente il mercato interno sta dando segni di vita: ci manca ancora l’apporto fondamentale dato dai turisti, però è una buona base di partenza". Doverci rinunciare dopo mesi di sofferenza per un cavillo tecnico è tutt’altro che piacevole: "La cosa che fa più male – chiosa Gian Mario – è che non sai a chi rivolgerti: ti senti solo in un inspiegabile limbo". La speranza è che il problema venga risolto il più presto possibile, anche se gli Ncc stanno avendo ancora una volta l’impressione, per dirla con le parole del presidente di Sistema Trasporti Francesco Artusa, "che l’errore del legislatore è stato originato come sempre dal mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria". Conclusione: "Siamo al paradosso: una persona non può utilizzare una macchina che ha già pagato o di cui ha iniziato a versare le rate del finanziamento".

Nelle ultime ore, proprio Artusa ha inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad alcuni parlamentari per segnalare il "baco nel sistema". Contromisure? Rilasciare temporaneamente il foglio "fino ad altra e definitiva soluzione" oppure "organizzare l’immatricolazione perché avvenga in contemporanea con la stampa del libretto". In ogni caso, "è necessario e urgente" correre ai ripari per evitare che il problema di pochi si trasformi a breve "in una vera e propria crisi di settore".