Educare i giovani nell’era dei social e degli influencer, l’esperto: “Ecco dove sbagliamo”

Il pedagogista Novara: “Babele di informazioni false su lettone, videoschermi e pasti”. Progetto-pilota a San Donato per duemila famiglie: ora serve un’alleanza con la scuola

Alcuni giovani arrivato a usare lo smartphone anche 10-12 ore al giorno

Alcuni giovani arrivato a usare lo smartphone anche 10-12 ore al giorno

"Dobbiamo offrire ai genitori informazioni attendibili e scientifiche per la gestione dei figli: troppo spesso si affidano al mondo degli influencer anche su temi educativi. Ma tra il baillame che diffondono non mancano fake news". A sottolinearlo è il pedagogista Daniele Novara, direttore del Cpp – Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti. Per dare “dritte“ scientifiche è nato un progetto-pilota e un libretto pedagogico: “Educati e felici”. A promuoverlo è stato il Comune di San Donato Milanese che ha bussato allo staff del Cpp. "Un progetto importante, il primo del genere in Italia – spiega Novara – che speriamo di ampliare ed esportare. È nato a San Donato perché è stato il Comune stesso a chiederci aiuto per rafforzare l’alleanza educativa tra scuole e famiglie".

Qual è lo scenario?

"Viviamo un periodo di forti tensioni tra insegnanti-educatori e genitori. Manca la fiducia, ci si divide sui temi chiave, si chiedono le telecamere in classe, ci si affida a influencer e a Google. Ma non è questa la via. Perché gli influencer, oltre a non avere competenza sul tema, spesso non fanno altro che confermare l’idea e i comportamenti del genitore, anche se sbagliati, senza metterli in discussione. Questo per non perdere seguaci, per avere sempre più consenso e “vendere“ in un certo senso il loro prodotto".

Qual è la contromossa?

"Diffondere sempre più consigli scientifici. Il genitore perfetto non esiste e chi ambisce a esserlo rappresenta spesso un problema, ma si può organizzare al meglio l’attività educativa. Così, con il Comune di San Donato, abbiamo pensato di creare una sorta di guida, gratuita, per tutte le famiglie con figli nella fascia 0-6 che si approcciano al nido e alla scuola dell’infanzia (ne abbiamo distribuite già duemila) con le informazioni essenziali dalle quali ripartire e le mosse giuste, toccando temi attorno ai quali c’è tanta confusione ma bisogna trovare sintonia, per orientare i genitori nel supporto ai propri figli anche all’interno del contesto scolastico. Dalla prima colazione al ritmo del sonno, dall’arrivo del fratellino al lettone".

Temi divisivi anche sui social: ne parlano gli influencer (anche i baby influencer), si scatenano i commenti delle famiglie sul suo profilo.

"Io ho una responsabilità. E quindi anche se dico cose che alcune famiglie non vorrebbero sentire lo faccio. È il mio compito, non è certo quello di inseguire i like, dando ragione su comportamenti e abitudini che non hanno un impatto positivo sui figli. Rispondo educatamente spiegando, citando fonti scientifiche. È arrivato il tempo di fare chiarezza, disinnescando le fake news sul nascere e agendo in sinergia, a casa e a scuola".

Altro tema polarizzante: l’arrivo dello smartphone.

"Le ricerche neuro-scientifiche sono chiare e ci dicono di non utilizzarli proprio durante l’infanzia. Ma non solo ci sono famiglie che ne abusano perché i figli “sono nativi digitali“ e credono siano da stimolo, c’è chi avvia progetti nei nidi e nell’infanzia con i tablet. Scherziamo? In quel periodo della loro vita i bambini hanno bisogno di fare esperienza, con i sensi. Con il tatto, non con il touch . Hanno bisogno di carta, di legno, di materialità. Ecco un altro equivoco nato dal marketing digitale".

Servono linee guida anche agli insegnanti?

"Assolutamente sì. Basta guardare le linee di finanziamento nel capitolo formazione, in gran parte dedicate alla digitalizzazione della scuola quando invece servirebbe un ritorno della pedagogia negli ambienti scolastici ed educativi. Sia chiaro, la tecnologia c’è sempre stata a scuola, ma è un errore sostituire carta, penna ed esperienze col tablet".

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