MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Olimpiadi 2026 a Milano, l’affondo del sindaco Sala: “Extracosti, il Governo non ascolta”

“Più spese per PalaItalia e Villaggio, intervenga lo Stato. Sono opere di privati ma hanno fatto risparmiare gli enti pubblici". La replica: “È stata fatta una scelta discutibile”

Il sindaco Giuseppe Sala con gli sci con i Cinque Cerchi olimpici

Il sindaco Giuseppe Sala con gli sci con i Cinque Cerchi olimpici

Milano – “Il problema degli extracosti per le opere olimpiche? Anche in questo caso facciamo fatica a farci ascoltare dal Governo". Il sindaco Giuseppe Sala parla delle difficoltà di Milano nel rapporto con l’esecutivo guidato dalla premier Giorgia Meloni e apre il fronte legato ai Giochi Milano-Cortina 2026. I principali lavori in corso nel capoluogo lombardo per strutture olimpiche sono quelli per il PalaItalia a Santa Giulia (l’arena da 16 mila posti per l’hockey su ghiaccio maschile) e per il Villaggio nello Scalo Romana per gli atleti.

E veniamo agli extracosti, provocati in primis dal rincaro delle materie prime registrato negli ultimi due anni. La stima iniziale per il PalaItalia, realizzato dalla multinazionale tedesca Eventim, era di 180 milioni di euro. Gli extracosti vanno da 70 a 90 milioni di euro. Il costo del Villaggio olimpico – opera di Coima Sgr – è passato da 100 a 140 milioni di euro, un rincaro di 40 milioni di euro. Sia Eventim che Coima hanno chiesto al Governo, alla Regione, al Comune e alla Fondazione olimpica di coprire, almeno in parte, gli extracosti. Ma non è arrivata ancora nessuna risposta concreta.

Sala sottolinea che "è chiaro che ci sono degli extracosti ed è chiaro che abbiamo scelto insieme di affidare a dei privati la costruzione degli impianti per evitare l’esborso di fondi pubblici. Ora che c’è bisogno di un po’ di soldi pubblici servirebbe un po’ di comprensione. È una storia che ancora non è finita, però noto con piacere che gli operatori vanno avanti a lavorare. Il PalaItalia a Santa Giulia? Stanno rispettando i tempi". Il sindaco, inoltre, aggiunge che il Governo ha rapporti scarsi non solo con Milano, ma con tanti altri Comuni: "Quando ascolto i miei amici sindaci mi dicono che la presenza del Governo è sempre molto limitata. Certamente rispetto a Milano non c’è attenzione. Ma sono stufo marcio di continuare a dirlo. Me ne faccio una ragione. Milano è una città che ha una sua forza e che sopravviverà a tutti".

In tema di extracosti olimpici, intanto, la replica del Governo è affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli: "Sala ha fatto la scelta, legittima ma discutibile, di aprire ai privati la realizzazione degli impianti olimpici a Milano. Dice che l’ha fatto per non far spendere soldi pubblici, ma ciò è sintomo di una mentalità distorta. Il territorio milanese è un bene pubblico, non privato. E a Santa Giulia il sindaco ha concordato con un privato la costruzione di un palazzetto dello sport che resterà privato e sarà gestito in maniera privatistica. Un discorso simile riguarda anche il Villaggio olimpico. Siamo consapevoli di questa situazione e, avendo portato le Olimpiadi a Milano e Cortina, siamo i primi a essere impegnati perché i Giochi si realizzino al meglio. Il Governo, dunque, è disponibile a ragionare su qualunque tavolo, ma la critica di Sala è pretestuosa. È il sindaco ad aver deciso di puntare sui privati e ora chiede al Governo di intervenire sul problema degli extracosti".

Ma alla fine l’esecutivo nazionale potrebbe intervenire o è completamente escluso? "Per ora non c’è nessuna trattativa – replica il sottosegretario –. Mettere soldi dello Stato per opere private non risponde a una logica liberale. Le imprese azzerano il rischio d’impresa in questo modo: qualcosa è andato male e il Governo ci mette una pezza. Detto questo, noi guardiamo all’obiettivo finale: il successo delle Olimpiadi 2026".