A spasso con Gino Vignali: “Da Ushuaia alle Svalbard, poi ho riscoperto Milano, la terra delle opportunità”

L’autore satirico (in coppia con Michele) e i viaggi di una vita: "Casa? A Rimini". "In moto con Valentino Rossi sul ghiaccio artico, vorrei visitare l’antica Persia"

Luigi Vignali sull'Artico nel 2010

Luigi Vignali sull'Artico nel 2010

Del duo Gino&Michele, inossidabili autori comici e satirici di spettacoli, agende per smemorati e della rivoluzionaria silloge “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”, Gino (Luigi Vignali) si confessa attratto dai viaggi. Non convenzionali.

In Russia, quando stava cambiando tutto, ha proprio visto dei bambini che mangiavano i comunisti?

"La leggenda che i russi mangiavano i bambini girava durante la guerra fredda. L’abbiamo ribaltata e inserita tra le selezionate “formiche”".

Infatti la battuta è classificata numero 108 tra 3.540.

"In Russia, per la verità sono stato a San Pietroburgo, purtroppo d’inverno. D’estate, è un sogno. E un sogno rimarrà per me. In questi tempi di guerra calda tra Mosca e Kiev, le restrizioni agli scambi con i russi valgono anche per i tour operator".

L’embargo blocca “Azonzo Travel“ (titolare dell’agenzia è l’amico milanese Fabio Chisari), che festeggia vent’anni, potendo vantare viaggi “esclusivi”. L’unico europeo che porta turisti al Polo Nord geografico, peraltro in collaborazione con i russi. Ha fatto in tempo a portarla lì?

"Mi ha portato nel posto abitato più a nord del pianeta: le Isole Svalbard. C’era di mezzo Valentino Rossi, in quell’avventura artica. Organizzata per motociclisti e comici, a fine aprile 2010. Sole splendente 24 ore, freddo becco. Ci abbiamo girato un bellissimo documentario. Si doveva prelevare un “ghiacciaio” e trasferirlo in Africa per fare un pozzo. Laggiù, però, io non sono andato".

Il posto più a Sud raggiunto con Azonzo?

"Nella capitale della Terra del Fuoco argentina, a Ushuaia: “El culo del mundo”. Risalendo poi fino a ridosso del Perito Moreno, il ghiacciaio che si muove da solo, senza sosta".

Il vero viaggio sarebbe andare lontano e sentirsi a casa.

"Come casa tua, c’è solo casa tua".

Come Milano non c’è nessuna?

"Mi piace tanto. Come a uno della mia età che ha visto la città pesantemente in crisi, ed è scappato, in campagna, nelle comuni, in provincia".

Ora invece?

"Offre tantissimo. Dal punto di vista professionale, opportunità come nessun’altra. Ma ho preso la residenza a Rimini".

Perché?

"Era la città della mia mamma, mi ci mandava sempre in vacanza. Non ci ho più messo piede per vent’anni, appena ho potuto. L’ho riscoperta facendone il set della mia prima tetralogia di gialli. Ho una casa sulla spiaggia. Tosto, l’inverno. La nebbia mi nasconde il mare".

Meglio dove, il Natale?

"Una meraviglia, sul delta del Mekong. E che belle persone, i vietnamiti: hanno rimosso ogni risentimento verso gli americani, nonostante la guerra, che la mia generazione ricorda bene".

Altre sorprese?

"Il Libano, affascinante. Vi convivono religioni diverse. Pieno di contraddizioni: le Ferrari e le Maserati dei miliardari sul Mediterraneo, all’interno i campi profughi".

Insomma, ha visto tutto?

"Non il Giappone, il Sudafrica, l’Australia: non mi attirano. Mi manca semmai l’Iran, l’antica Persia. Dove Azonzo pure ha sospeso i viaggi, causa instabilità politica. Spero riprenderanno. Ma ormai io ho deciso di darci un taglio".

C’è pur sempre Internet…

"Per navigare, si dice. E scrivere è come viaggiare, diceva Salgari, senza la seccatura dei bagagli".

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