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4 mag 2021

Galleria, duello per l’ex Cobianchi e la Sala dell’Orologio

Damiani e Chanel in corsa per lo storico albergo diurno. Cracco, intanto, punta a espandersi in altri 2 spazi

massimiliano mingoia
Cronaca
Lucidi - Milano, spazi sfitti e negozi chiusi in galleria Vittorio Emanuele (Milano - 2021-02-13, Massimo Alberico) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate
Galleria Vittorio Emanuele

Milano, 5 maggio 2021 -  Cinque operatori privati in corsa per altrettanti spazi in Galleria Vittorio Emanuele. In totale otto offerte per cinque lotti. I due lotti più prestigiosi messi a bando dal Comune, proprietario del Salotto dei milanesi, sono l’ex albergo diurno Cobianchi (1.096 metri quadrati) e la Sala dell’Orologio con annessa terrazza panoramica sul tetto della Galleria (in totale 1.860 mq) oltre alla high line pedonale da raggiungere con un ascensore panoramico.
Per l’ex Cobianchi , lo spazio con ingresso da piazza Duomo 19/a che dovrebbe trasformarsi in un centro di bellezza, hanno presentato offerte la maison Chanel e la gioielleria Damiani, entrambi già presenti in Galleria. Duello per l’ex Cobianchi. Per la Sala dell’Orologio (con i suoi pavimenti originali in seminato alla veneziana e la centrale di regolazione degli orologi pubblici datata 1932) e la terrazza panoramica, invece, è stata depositata un’unica offerta, quella di Duomo 21 srl, che già gestisce il ristorante con l’altra terrazza proprio sopra l’ingresso del Salotto sul lato di piazza Duomo. La base d’asta per la Sala dell’Orologio e gli spazi annessi vista Madonnina e sagrato è la più alta dei cinque lotti: 490 mila euro di affitto annuo. Non è finita. Per lo spazio di 376 mq lasciato libero dal ristorante Pavarotti sono in corsa la Felix di Carlo Cracco (lo chef che ha già una caffetteria e un ristorante nel Salotto) e anche in questo caso il marchio Damiani. Cracco è in corsa anche per un lotto di 276 mq al secondo piano di via Silvio Pellico 2. Per il quinto e ultimo lotto messo a bando da Palazzo Marino, invece, 1.027 mq ai piani alti della Galleria, fino a qualche mese fa affittati dall’albergo a sette stelle di Franco Rosso, l’unica società a presentare un’offerta è stata la Mi-Room, che dovrebbe confermato l’utilizzo dello spazio per camere d’hotel. La base d’asta, in questo caso, è di 456.276 euro di canone annuo.
La commissione comunale deputata a valutare le offerte arrivate ieri ha aperto le buste e ammesso tutte le proposte. Il passaggio successivo sarà quello di analizzare le offerte economiche e i progetti tecnici presentati e decidere a quali operatori assegnare i cinque lotti.
L’assessore comunale al Demanio Roberto Tasca, intanto, valuta positivamente che il Comune abbia ricevuto offerte per ognuno dei cinque spazi, vista la complicata situazione economica provocata dall’emergenza coronavirus: "Torna l’interesse per la Galleria ed è un ottimo segnale per Milano – afferma Tasca in una nota –. La notizia di oggi (ieri per chi legge, ndr ) dell’interesse di alcuni importanti operatori economici ad occupare gli spazi rimasti liberi nel complesso monumentale, anche ai piani alti, significa che nonostante la pandemia ancora in corso c’è un clima di fiducia nel futuro, a partire dal Salotto dei milanesi che con i bandi di gara svolti in questi ultimi anni è stato completamente rilanciato".

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