Milano, 14 luglio 2020 - Oro rubato e rivenduto ai banchi dei pegni o trasformato in lingotti per operazioni finanziarie: è quanto hanno scoperto i carabinieri di Sesto San Giovanni nell'operazione "Argentina Golden Street" che ha portato a 15 arresti. Dalle prime ore di questa mattina, nelle province di Milano, Forlì e Savona, sono state eseguite le misure (10 in carcere e 5 ai domiciliari), emesse dal gip di Monza su richiesta del pm Michele Trianni; in corso anche sequestri di conti bancari e beni per un valore complessivo di 315mila euro.

I destinatari, 9 stranieri (7 albanesi e 2 egiziani) e 6 italiani, sono ritenuti tutti responsabili, a vario titolo, di furti in abitazioni, ricettazione e riciclaggio di monili preziosi e orologi. I provvedimenti giungono a conclusione di un'attività investigativa avviata dai militari della tenenza di Paderno Dugnano, insieme alla sezione operativa della compagnia di Sesto San Giovanni, nel mese di maggio 2018. Nel grosso comune ai confini della Brianza, l'organizzazione aveva due basi operative che facevano capo ad albanesi dediti al riciclaggio di preziosi, che provenivano da furti in abitazione. Invece, in provincia di Savona, sono stati individuati due "compro-oro" e un negozio di commercio di oggetti di bigiotteria che ricettavano i gioielli rubati.

Non solo: sempre in Liguria è stato trovato un wealth manager, che operava per una importante holding finanziaria dedicandosi al riciclaggio dei monili, con
una prima fusione (con la creazione della cosiddetta "verga"):  l'oro fuso veniva poi inviato ai banchi metallo per la trasformazione in lingotti da destinare al commercio finanziario. L'attività investigativa, dal 2018 ad oggi, ha permesso di indentificare 72 persone, responsabili, a vario titolo, di vari furti sul territorio nazionale, destinando i proventi a gruppi di ricettatori con base logistica a Paderno Dugnano; 27 le persone arrestate in flagranza di reato o destinatari di provvedimento; 15 i destinatari della misura restrittiva in esecuzione; 29 i denunciati.

Sono stati sottoposti a sequestro ingenti quantitativi di oro e preziosi, provento di furti, autovetture veloci detenute in box e pronte per la commissione dei reati predatori, nonche' denaro contante, destinato all'estero, in particolare in Albania; inoltre sono stati individuati esercenti commerciali, mediante i quali i malviventi si assicuravano il riciclaggio dei proventi illeciti; corrieri di linea (autisti di autobus), utilizzati per i trasferimenti di denaro e beni all'estero; fiancheggiatori, dediti al reperimento di appartamenti e box per l'occultamento delle autovetture di grossa cilindrata utilizzate per commettere i reati.