Fiera del bebè nella bufera "Si farà, non parliamo di Gpa"

Cattoliche e femministe contro l’evento che l’anno scorso era saltato per proteste

Fiera del bebè nella bufera  "Si farà, non parliamo di Gpa"

Fiera del bebè nella bufera "Si farà, non parliamo di Gpa"

Le hanno cambiato nome – l’anno scorso era "Un sogno chiamato bebè", quest’anno più o meno tradotto in "Wish for a baby" –, ma se l’obiettivo era schivare le polemiche che nel 2022 hanno costretto gli organizzatori ad annullare lo sbarco in Italia – ça va sans dire, la vetrinissima è Milano – della controversa fiera “della fertilità”, che nel suo tour in altre città europee aveva pubblicizzato, tra le tecniche di procreazione assistita, anche la Gpa (Gestazione per altri), vietata in Italia da molto prima che Matteo Salvini lanciasse la proposta di renderla "reato universale", non ha funzionato. In realtà gli organizzatori avevano detto che l’evento era "rinviato di un anno", ed ecco il nuovo appuntamento, per il weekend del 20 e 21 maggio agli Studios di via Mecenate. La legge 40 del 2004, in una delle sue parti non demolite dalla Corte Costituzionale, vieta di realizzare, organizzare o pubblicizzare "la commercializzazione di gamenti o di embrioni o la surrogazione di maternità", ricorda l’Ai.Bi., associazione Amici dei bambini che si occupa di adozioni, che firma un esposto "alle autorità preposte" perché valutino l’evento insieme ad altre associazioni d’area cattolica e pro-life.

Solo l’ultima presa di posizione in una tempesta davvero bipartisan: alla Camera hanno protestato le deputate di FdI Grazia Di Maggio e Carolina Varchi, prima firmataria della legge contro la maternità surrogata, ma anche la capogruppo di Verdi-sinistra Luana Zanella, che prepara una proposta di legge per aprire le adozioni a single e coppie omosessuali ma annuncia un’interrogazione in solidarietà alle "associazioni di donne" contrarie a "un evento commerciale nel quale procreazione e gestazione vengono degradate a business, il desiderio di un figlio proposto come un diritto che trova legittimazione nel mercato". In Consiglio comunale a Milano la leghista Deborah Giovanati e Roberta Osculati, cattolica del Pd, firmano insieme un ordine del giorno "che invita l’amministrazione a fare chiarezza e ad attivarsi con le forze dell’ordine". Michele Albiani, del Pd ma attivista Lgbtq+, lo trova "sconveniente", e fa sapere che lui non lo voterà.

Intanto Five Senses Media Ltd, organizzatore dell’"evento più discusso d’Italia", assicura "ai visitatori che in centinaia si sono già iscritti" che si farà, e "come da programma la maternità surrogata non" ne "fa parte per il semplice motivo che è illegale in Italia". Gi. Bo.