"Perché si possa davvero uscire da questa crisi, per essere davvero motore per una rinascita sociale, culturale ed economica, l’università, in particolare nella nostra Regione, senza protagonismi e differenziazioni, non può essere lasciata sola o marginalizzata. È un dovere aiutarla, investendo così per il futuro di tutti con un progetto serio e adeguatamente...

"Perché si possa davvero uscire da questa crisi, per essere davvero motore per una rinascita sociale, culturale ed economica, l’università, in particolare nella nostra Regione, senza protagonismi e differenziazioni, non può essere lasciata sola o marginalizzata. È un dovere aiutarla, investendo così per il futuro di tutti con un progetto serio e adeguatamente finanziato". È l’appello lanciato dai lettori delle università lombarde, che il 22 febbraio furono le prime istituzioni a sospendere le attività didattiche trasferendole online "con un rilevante sforzo organizzativo ed economico". Ora i rettori, in prima linea nella graduale ripartenza, chiedono attenzione e risorse. "Ora che è stata decisa la ripresa di alcune attività nei prossimi giorni – sottolineano – non basta richiamare alla prudenza e al rispetto delle regole. Bisogna ribadire con forza quel che l’Università ha rappresentato in questi mesi sul piano scientifico, formativo, sanitario ed etico. La sua funzione, a livello locale e nazionale diventerà ancora più importante per il futuro: è dall’Università, da tutte le nostre Università, che bisogna ripartire, nelle nostre città e nella nostra Regione. Siamo stati i primi a comprendere il pericolo – concludono – vorremmo essere tra i primi che vengono messi nella condizione di far rinascere le nostre comunità, basandoci sulla conoscenza scientifica e contribuendo così ad una rinnovata coesione sociale".

Il rettore della Statale, Elio Franzini, informa intanto che "tutte le attività didattiche proseguono a distanza" e nell’amministrazione si continuerà a fare ricorso allo smart working. "L’università non può essere dimenticata – spiega – farlo significherebbe compiere un errore fatale. Bisogna al contrario saper vedere, con umiltà pari al rigore, che la ricerca scientifica e i percorsi formativi sono il punto da cui ricominciare".

A.G.