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27 apr 2022

È ufficiale: Palazzo Gardella è salvo

Vincolo della Soprintendenza sull’ex centro uffici dell’Alfa realizzato dai fratelli architetti tra il ’68 e il ’74

roberta rampini
Cronaca
Palazzo Gardella «tra i più importanti contributi all’architettura del terziario» A destra, Giuseppe Augurusa
Palazzo Gardella «tra i più importanti contributi all’architettura del terziario» A destra, Giuseppe Augurusa
Palazzo Gardella «tra i più importanti contributi all’architettura del terziario» A destra, Giuseppe Augurusa

di Roberta Rampini

Ora è ufficiale, nero su bianco: il Ministero della cultura ha pubblicato il decreto con il quale ha posto il vincolo a Palazzo Gardella, dichiarandolo d’interesse culturale ai sensi dell’articolo 10, comma 3, lettera d e 13 del Codice dei beni culturali. La battaglia per tutelare l’ex centro tecnico dell’Alfa Romeo di Arese, realizzato da Ignazio e Jacopo Gardella tra il 1968 e il 1974, è vinta. Ma ora chi si è mobilitato per ottenere questo risultato chiede che si faccia in fretta a individuare una soluzione per salvare uno degli edifici più significativi della storia dell’architettura italiana del Novecento, in stato di abbandono e degrado da quasi 20 anni.

Il provvedimento di tutela pubblicato è motivato dal fatto che l’edificio progettato "costituisce uno dei più importanti contributi all’architettura del terziario in Italia", assumendo in sé "un significato simbolico rilevante per Alfa Romeo e per lo stabilimento di Arese". E continua: "L’esistenza del centro tecnico e del centro direzionale (tutelato con Decreto 31.01.2011), uniche testimonianze rimaste del grande complesso industriale dismesso a partire dagli anni Ottanta, rimanda evidentemente alla storia industriale di Alfa Romeo e delle sue sedi, non soltanto per gli aspetti economici, ma anche e soprattutto per i suoi risvolti sociali, culturali, politici, per le lotte sindacali, l’azione delle Brigate rosse tanto da considerare (...) la fabbrica nella sua totalità, ossia l’insieme di operai, tecnici e imprenditori". Non solo un luogo fisico, dunque, Palazzo Gardella è luogo che racchiude la storia di uomini e donne che hanno lavorato nello stabilimento del Biscione. E ancora "porta di accesso alla città industriale, elemento di filtro fra l’esterno e l’interno... luogo del lavoro intellettuale, nel quale il prodotto dell’automobile, viene pensato, abbozzato, delineato da numerosi disegnatori... dove, a partire dal 1962, si è perpetuato il mito di Alfa Romeo". Per tutte queste ragioni il Gardella va tutelato. Nel riqualificare l’ex centro tecnico la proprietà dovrà tenere in considerazione le osservazioni presentate alla Soprintendenza dalla società Gardella 2019 srl che il Ministero della cultura ha accolto.

"Siamo soddisfatti per il positivo iter della richiesta di apposizione del vincolo storico relazionale che impegna ora la proprietà ad averne cura – dichiara Giuseppe Augurusa, ex assessore e consigliere comunale aresino –. Un risultato frutto dell’iniziativa assunta oltre un anno fa da nomi importanti dell’architettura nazionale e internazionale, appassionati dell’Alfa Romeo, singoli cittadini a cui ho personalmente contribuito a dare voce, e dalla convergenza dell’amministrazione comunale sulla necessità di tutela del bene. Ora però, bisogna fare in fretta: serve una soluzione condivisa che consenta di intervenire prima che sia troppo tardi".

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