Dopo l’aggressione in viale Monza: "Il raid col Corano spia di tensioni". Maxi vertice Procura-investigatori

Interrogatorio dell’ex scafista egiziano che ha aggredito i passanti in viale Monza urlando Allah Akbar Sequestrato materiale nella casa di Legnano dove abitava: niente foto né video sospetti sul cellulare

Il procuratore Marcello Viola

Il procuratore Marcello Viola

Milano, 17 ottobre 2023 –  Deciderà oggi il gip sul carcere, con l’accusa di lesioni aggravate dall’odio religioso, per Ibrahim Tawfik, il 33enne egiziano irregolare che sabato pomeriggio al grido di Allah Akbar ha aggredito tre passanti in viale Monza, in particolare colpendo con calci e pugni, mordendo alla mano e alla testa un ecuadoriano di 44 anni.

In attesa dell’interrogatorio di convalida, la Digos ha perquisito la casa di Legnano dove viveva in un contesto di fortuna con altri connazionali. Gli investigatori hanno sequestrato il suo cellulare, da cui non risulterebbero immagini né conversazioni che possano far pensare che si tratti di un terrorista. Tuttavia, al quarto piano del Palazzo di Giustizia si è tenuto un vertice a cui hanno preso parte i sei pm del pool antiterrorismo, guidato dal procuratore Marcello Viola, presente alla riunione coi vertici di Digos della polizia, Ros e Nucleo investigativo dei carabinieri, Gico e Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza. Un incontro durato più di due ore per effettuare, stando a quanto riferito, una "ricognizione generale" sul territorio milanese, data la delicata situazione a livello internazionale, che richiede un attento "monitoraggio" sul fronte terrorismo, non trascurando le periferie e l’attività di proselitismo nelle carceri. L’episodio avvenuto sabato, stando a quanto spiegato, viene considerato, come una "situazione spia, comunque, di tensione, anche se non di allarme da valutare con attenzione". La spia di una situazione di tensione è riferita al 33enne egiziano irregolare che, con un Corano tra le mani, gridava "Allah è grande, oggi muoiono tutti".

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