Aggredisce i passanti al grido di “Allah Akbar”: scatta il vertice antiterrorismo in procura

Milano, il cittadino egiziano che ha preso a pugni tre cittadini in viale Monza oggi sarà davanti al gip. Perquisita la sua casa a Legnano

Il luogo in cui i passanti sono stati aggrediti in viale Monza

Il luogo in cui i passanti sono stati aggrediti in viale Monza

Milano – Deciderà il gip sul carcere, con l’accusa di lesioni aggravate dall’odio religioso, per Ibrahim Tawfik, il 33enne egiziano irregolare che nel pomeriggio di sabato 14 ottobre al grido di “Allah Akbar” ha aggredito tre passanti in viale Monza, in particolare colpendo con calci e pugni, mordendo alla mano e alla testa un ecuadoriano di 44 anni.

La casa di Legnano

In attesa dell’interrogatorio di convalida la Digos ha perquisito la sua casa a Legnano dove viveva in un contesto di fortuna con altri connazionali. Gli investigatori hanno sequestrato il suo cellulare da cui non risulterebbero immagini, né conversazioni che possano far pensare che si tratti di un terrorista.

Il vertice antiterrorismo

Tuttavia, al quarto piano del Palazzo di Giustizia si è tenuto un vertice a cui hanno preso parte i sei pm del pool antiterrorismo, guidato dal procuratore Marcello Viola, presente alla riunione assieme ai vertici milanesi della Digos, del Ros e del Nucleo investigativo dei carabinieri, del Gico (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf.

Monitoraggio

Un incontro durato più di due ore per effettuare, stando a quanto riferito, una "ricognizione generale” sul territorio milanese, data la delicata situazione a livello internazionale, che richiede un attento “monitoraggio” sul fronte terrorismo, non trascurando le periferie e l’attività di proselitismo nelle carceri.

Situazione spia

L’episodio avvenuto sabato, stando a quanto spiegato, viene considerato, come una "situazione spia, comunque, di tensione, anche se non di allarme da valutare con attenzione”. La spia di una situazione, comunque, di tensione è riferita al 33enne egiziano irregolare che, un Corano tra le mani, gridava «Allah è grande, oggi muoiono tutti».

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