Disagio psicologico esplose le emergenze. Sportelli nelle scuole

Al via spazi dedicati con psicologi e pedagogisti

Disagio psicologico esplose le emergenze. Sportelli nelle scuole
Disagio psicologico esplose le emergenze. Sportelli nelle scuole

È "impressionante il numero dei giovanissimi che arrivano in pronto soccorso" per problemi di disagio psichico "rispetto a quello che accadeva prima del Covid", quando gli ospedali più grandi registravano "un accesso" di questo tipo "a settimana". Lo dice l’assessore generale al Welfare Guido Bertolaso, presentando insieme alle colleghe Simona Tironi (Istruzione) ed Elena Lucchini (Solidarietà sociale e disabilità), alla presidente dell’Ordine degli psicologi lombardi Laura Parolin e alla vicepresidente della federazione delle associazioni dei pedagogisti Silvia Negri un progetto di sportelli con psicologi e pedagogisti all’interno delle scuole. Per intercettare, ove possibile, in anticipo quelle situazioni che oggi deflagrano sulla linea dell’emergenza-urgenza: "Abbiamo in certi momenti, nei grandi ospedali metropolitani, anche quattro o cinque casi che arrivano in pronto soccorso, magari in codice giallo", spiega Bertolaso. Sono casi "più complicati da trattare rispetto a un infarto o un ictus, servono strumenti e preparazione ben diverse. Da un lato ci stiamo organizzando per gestirli al meglio", ma "bisogna evitare che arrivino al pronto soccorso senza interventi a monte e prevenzione, aiuto e accompagnamento".

Gli sportelli "Scuola in ascolto", dopo una sperimentazione in partenza entro la fine di gennaio in 25 scuole statali, 15 paritarie e 15 di formazione professionale s’allargheranno entro marzo 2024 e saranno operativi cinque giorni su sette: spazi di consulenza e formazione creati all’interno degli istituti, organizzati in rete per garantire più diffusione, in cui opereranno psicologi e pedagogisti sempre in raccordo con le Ats, i servizi territoriali di riferimento e la rete regionale delle Scuole che promuovono salute (Sps). L’obiettivo di questi sportelli sarà identificare il bisogno di salute degli studenti e intercettare, prevenire e contrastare disturbi psicologici e del comportamento - dal disagio sociale ai problemi adattativi, dalle difficoltà relazionali alla sintomatologia ansioso-depressiva, fino ai disturbi alimentari – individuando tempestivamente possibili situazioni psicopatologiche e agevolandone la presa in carico da parte dei servizi socio-sanitarie territoriali; ma anche promuovere abilità e competenze negli alunni, potenziando l’inclusione e l’integrazione in particolare dei ragazzi con bisogni educativi speciali.

L’iniziativa riguarderà le scuole statali e paritarie di primo e di secondo grado (elementari, medie e superiori), pubbliche e paritarie, e gli istituti di formazione professionale lombardi, in collaborazione con i servizi territoriali e le Ats. "Abbiamo stanziato oltre tre milioni di euro per il prossimo triennio - spiega l’assessora regionale Tironi -. Questa sperimentazione è un’azione concreta: saranno presenti dei professionisti, in spazi dedicati all’interno delle scuole, per aiutare i ragazzi nei momenti difficili, come ad esempio un disagio psicologico o problemi legati al bullismo, ma anche nella scelta di un percorso scolastico". Il progetto prevede anche iniziative di sensibilizzazione e formazione del personale, dei genitori e degli stessi studenti.

La prevenzione del disagio giovanile, sottolinea Bertolaso, è uno dei target del piano sociosanitario regionale per i prossimi cinque anni, e si compone, aggiunge la collega Lucchini, di altre azioni già intraprese dalla Regione come i protocolli con le Prefetture per contrastare dipendenze, bullismo e cyberbullismo o la "rinnovata misura “Up” che prevede voucher per adolescenti e preadolescenti nei territori delle 8 Ats lombarde e intende intercettare il disagio dei più giovani offrendo anche un sostegno ai genitori".

Giulia Bonezzi

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