Disabilità, dopo la riforma contestata: "Diamo una certezza alle famiglie: subito più assistenza scolastica"

In Consiglio regionale la mozione di Lisa Noja (Azione) sottoscritta da tutte le opposizioni per assicurare ai minorenni gravemente disabili il diritto allo studio oggi sempre in bilico.

Disabilità, dopo la riforma contestata: "Diamo una certezza alle famiglie: subito più assistenza scolastica"

Disabilità, dopo la riforma contestata: "Diamo una certezza alle famiglie: subito più assistenza scolastica"

Una mozione con la quale si chiede al centrodestra lombardo la disponibilità a fissare un primo punto fermo contro l’incertezza piovuta sui servizi di assistenza alle persone con disabilità grave e gravissima a causa della delibera approvata dalla Giunta regionale il 28 dicembre scorso. Il riferimento è, per l’esattezza, alla delibera con la quale, già da giugno, saranno ridotti gli importi dei contributi mensili ai quali hanno diritto le famiglie con disabilità che, in cambio, dovrebbero beneficiare di un potenziamento dei servizi e delle prestazioni di assistenza diretta. Il condizionale è d’obbligo perché tale potenziamento appare tutt’altro che scontato se si considera che ancora oggi l’assistenza alle persone con grave e gravissima disabilità paga carenze pesanti e che giugno è dietro l’angolo. Non a caso, contro questa delibera si sono scagliate tutte le associazioni della disabilità. E non a caso anche Elena Lucchini, assessora regionale alla Disabilità, ha chiesto al Governo amico (per ora invano) una proroga della riforma del Fondo per le non autosufficienze, riforma dalla quale discende la delibera lombarda.

In questo contesto la mozione che approderà martedì in Consiglio regionale impegna fin da ora il presidente della Regione e la sua Giunta a garantire il potenziamento di un particolare servizio di assistenza ai minori con grave e gravissima disabilità: l’assistenzza infermieristica ad alunni e studenti, un servizio che ha a che fare con il diritto allo studio. Oggi accade che i minori con grave e gravissima disabilità vadano a scuola solo a giorni alterni, non più di tre o quattro a settimana, perché mancano infermieri che stiano in classe con loro. E gli infermieri mancano perché c’è una generale carenza di queste figure ma anche per la bassa, bassissima retribuzione che viene corrisposta a chi decida di assistere un alunno in aula, a chi decida di lavorare nellAssistenza Domiciliare Integrata (ADI), ambito che ricomprende anche l’assistenza infermieristica a scuola.

La mozione che approderà martedì in Consiglio regionale ha come prima firmataria Lisa Noja, consigliera lombarda di Azione-Italia Viva, ma è stata sottoscritta da consiglieri di tutti i partiti di opposizione (Pd, Movimento 5 Stelle, Patto Civico, Alleanza Verdi Sinista e Lombardia Migliore) e nasce dal confronto con alcune associazioni che rappresentano le famiglie, a partire da “Nessuno è Escluso“. Nel dettaglio, si chiede al presidente della Regione e alla sua Giunta di impegnarsi fin da ora "ad adottare le misure necessarie a garantire il potenziamento dei servizi di assistenza infermieristica negli istituti scolastici lombardi al fine di consentire ai minori con disabilità grave o gravissima la frequenza" delle lezioni. Quanto alle "misure da adottare" se ne elencano due in particolare: "Un incremento degli interventi per l’inclusione scolastica" previsti dai voucher sociosanitari della misura B1, considerato che tali voucher rientrano proprio in quell’"assistenza diretta" che si conta di potenziare, e un adeguamento delle tariffe riconosciute dalla Regione agli enti che si accreditano per i servizi di assistenza alle persone con grave e gravissima disabilità in modo che questi possano a loro volta garantire retribuzioni migliori e più competitive agli infermieri.

"Lo spirito di questa mozione vuole essere costruttivo – spiega Noja –: chiediamo alla maggioranza di centrodestra di fare chiarezza sulla direzione da intraprendere da giugno e stabilire una priorità dalla quale partire: la tutela e il rafforzamento del diritto allo studio attraverso l’adozione di misure che vadano a sopperire alle gravi mancanze riscontrate fino ad oggi. Concordiamo insieme questo punto di partenza nell’opera di ridisegno dei servizi per la disabilità". "Le famiglie – sottolinea Fortunato Nicoletti, vicepresidente di “Nessuno è Escluso“ – vivono nella più totale incertezza: già oggi i servizi sono del tutto inadeguati e non si capisce come possano diventare migliori a giugno. In aggiunta sottolineo che ad alcune famiglie è già stato comunicato che i voucher non saranno più garantiti dopo la fine di febbraio, eccezion fatta per quelli di cui già oggi non si riesce ad usufruire: i voucher alto profilo e quelli per il rafforzamento dell’assistenza scolastica. Ma tra fine febbraio e giugno che succede? Resta il vuoto?".

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