Di nuovo fermo il “silos dei sospiri“. L’escluso dalla gara ricorre al Tar

Melzo, ennesimo rinvio per la ristrutturazione del parcheggio interrato, chiuso dal 2013 per infiltrazioni

Di nuovo fermo il “silos dei sospiri“. L’escluso dalla gara ricorre al Tar
Di nuovo fermo il “silos dei sospiri“. L’escluso dalla gara ricorre al Tar

La sfortuna perseguita l’opera, dopo la gara un ricorso, fermo al Tar l’affidamento del silos interrato ‘dei sospiri’ in piazza Risorgimento. La gara per la gestione dei primi 90 e rotti posti al primo piano interrato del parcheggio, chiuso da oltre dieci anni e reduce da una lunghissima e complessa stagione di lavori anti allagamento, si era chiusa in piena estate. In settembre si era proceduto all’affidamento, con esclusione di uno dei due operatori partecipanti per difetto documentale.

Poche settimane, ed ecco il ricorso dell’escluso. Ora si attende il pronunciamento del tribunale amministrativo regionale, "che potrebbe, con condizionale quanto mai d’obbligo – spiega l’assessore ai lavori pubblici Lino Ladini – accordare una sospensiva. Non ce lo auguriamo, e teniamo assolutamente le dita incrociate". La riapertura del parcheggio sotterraneo è attesa da anni, dai cittadini e soprattutto dai commercianti. "Il nostro obiettivo era quello di aprire la struttura per le settimane precedenti il Natale. Speriamo ancora di poterlo aprire entro le prime settimane del nuovo anno. Al momento siamo in attesa di notizie".

Era stato salutato con soddisfazione, in agosto, il buon esito della gara d’appalto per la gestione dei posti interrati in pieno centro, appaiata, su carta, a quella del rinnovo della gestione dei parcheggi a striscia blu dell’area centrale, circa 900. La vicenda è lunga, infelice e spinosa. Dura infatti da almeno quindici anni l’odissea del parcheggio sotterraneo di fronte a palazzo Trivulzio, progettato e realizzato, a suo tempo, proprio a servizio del centro storico e del teatro e cinema che affacciano la piazza.

I problemi si erano manifestati quasi subito. Falda alta, l’acqua di una roggia sul versante verso palazzo Trivulzio, struttura non sufficientemente “a tenuta“: quindi allagamenti a catena, lunghe chiusure, e i fallimenti dei due operatori che, in sequenza, avevano tentato l’impresa. Cinque anni fa circa l’acquisizione del complesso chiuso da parte del Comune, e l’avvio del percorso di riapertura. Due anni fa la predisposizione di un radicale progetto di risanamento, con “spacchettamento“: prima il ripristino del primo piano interrato, 93 posti, tecnicamente più abbordabile.

Sull’opera si sono investite somme importanti. I lavori si erano regolarmente conclusi prima dell’estate, salvo pochi interventi ancora in corso. La gara era stata compiuta in luglio, insieme a quella, altrettanto fondamentale, per la gestione pluriennale della piscina comunale, ed entrambe erano andate, la prima purtroppo solo teoricamente, a buon fine.

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