“Tuo figlio ha provocato un incidente”. L’ex senatore leghista Dario Fruscio vittima del truffatore seriale napoletano

L’ex politico, professore di Economia, caduto nella trappola di Gennaro Di Gennaro che era riuscito a farsi consegnare gioielli e contanti per un valore di 250mila euro

L'ex senatore leghista Dario Fruscio con l'immagine di Bossi

20010328 - MILANO- POL- LEGA: UN CALABRESE CAPOLISTA CON BOSSI IN LOMBARDIA. Dario Fruscio, 62 anni, docente di Economia d'Impresa, originario di un paese della provincia di Cosenza, guiderà con Umberto Bossi la lista della Lega Nord in Lombardia. DAL ZENNARO/ANSA /DEF

Milano, 13 febbraio 2024 - Una delle vittime del truffatore seriale, arrestato dalla polizia di Milano, è un ex senatore leghista, Dario Fruscio. Il politico 86enne, professore di Economia che in passato è stato anche membro del Cda dell’Eni, il 30 settembre 2022 è stato contattato al telefono da un uomo che, spacciandosi per un carabiniere in servizio a Bergamo, ha raccontato che suo figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale (in realtà mai avvenuto) e lo ha spinto a consegnare a un falso avvocato-intermediario denaro e preziosi conservati nell’appartamento milanese: orologi, oggetti in oro e gioielli dal valore complessivo di circa 200mila euro, oltre a 2500 euro in contanti, per spese legali per evitare l’arresto del figlio.

Stesso modus operandi per un’altra truffa, ai danni di una milanese di 85 anni. In questo caso il truffatore si è spacciato per un agente dalla polizia di Monaco di Baviera e, sempre raccontando che il figlio aveva causato un incidente stradale in Germania e rischiava quindi l’arresto, l’ha indotta a consegnare a un sedicente avvocato tutti i preziosi custoditi in casa, tra cui sette orologi di lusso, e anche la carta bancomat usata per prelevare duemila euro. Soldi necessari, a detta del truffatore, per pagare la cauzione. Un raggiro che è andato avanti fino all’intervento della figlia, che ha chiamato le forze dell’ordine e lo ha messo in fuga. Il truffatore seriale, Gennaro Di Gennaro, 47enne residente a Marano di Napoli, è stato infine arrestato nell’ambito delle indagini, scaturite dalle denunce delle vittime, coordinate dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco. L’uomo è stato identificato dalla Squadra mobile attraverso l’incrocio dei dati provenienti dalle telecamere cittadine e dall’analisi delle Sim, del traffico di cella e tabulati lungo il percorso compiuto dall’indagato per recarsi a casa delle vittime. I complici, invece, sono rimasti ignoti.

Inizialmente il gip aveva respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura, ritenendo le prove raccolte insufficienti. La Procura ha impugnato il rigetto davanti al Tribunale del Riesame, che ha accolto il ricorso disponendo la misura. Per i giudici gli elementi raccolti da investigatori e inquirenti sono «dotati di sufficiente capacità dimostrativa» sull’identificazione e sulle responsabilità di Di Gennaro, evidenziando anche un «elevatissimo pericolo di recidiva» dell’uomo, che dal 2016 entra ed esce dal carcere e ha alle spalle «plurimi procedimenti penali».

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