MARIO CONSANI
Cronaca

Danilo Coppola latitante a Dubai, ma senza profilo Instagram che è stato sequestrato

Il giudice ordina il sequestro preventivo dell’account dell’immobiliarista sul quale pubblicava video contro i vertici del Bambo Bpm dopo la denuncia per diffamazione

Danilo Coppola

Danilo Coppola

Fuggiasco a Dubai , e d’ora in poi senza nemmeno il conforto di Instagram su cui “postare“ i suoi video di denuncia. Latitanza scomoda per l’immobiliarista Danilo Coppola, ex “furbetto del quartierino“ come da immortale definizione che di sé e dei suoi amici (Coppola compreso) diede il broker romano Stefano Ricucci ai tempi della tentata scalata alla banca Antoveneta.

Latitante senza Instagram

Per Coppola, che deve scontare sette anni per tre bancarotte di società appartenenti alla sua galassia, il gip Chiara Valori ha disposto il sequestro preventivo del profilo Instagram in relazione all’accusa di diffamazione sostenuta contro di lui dal Banco Bpm.

Stop visibilità

Da mesi infatti, secondo il pm Maria Letizia Mocciaro che ha chiesto e ottenuto l’oscuramento dell’account Instagram dell’immobiliarista, Coppola pubblica su quel social una serie di video nei quali attacca duramente i vertici dell’epoca della banca, a suo dire responsabili di aver utilizzato "gli strumenti legali allo scopo di estrometterlo dall’affare legato all’area della ex Stazione ferroviaria di Porta Vittoria con comportamenti che non esita a definire estorsivi", come si legge nel provvedimento del gip.

In Svizzera

D’altra parte le autorità svizzere risposero picche, mesi fa, alla richiesta della Procura di consegnare alla giustizia l’immobiliarista su cui pendeva un’ordinanza di custodia in carcere per tentata estorsione a Prelios, società proprietaria del complesso immobiliare Porta Vittoria. Le autorità elvetiche risposero che non riconoscevano come punibile quel reato.

"Non vorrei fare l’ennesimo carcere preventivo per poi essere di nuovo assolto", fece sapere nelle stesse ore Coppola in un’intervista. L’accusa era di tentata estorsione contestata in un filone dell’inchiesta coordinata dai pm Mauro Clerici e Giordano Baggio. Al centro del processo c’era dunque tre crac, quello del Gruppo Immobiliare 2004, fallito nel 2013 con un buco di mezzo miliardo; quello di Mib Prima, fallita nel 2015 e quello di Porta Vittoria, la società titolare di un progetto di rilancio di un’area residenziale milanese, fallita nel 2016.

I verdetti

Nel frattempo , dopo il verdetto di Cassazione che a luglio ha reso definitiva la condanna a sette anni di reclusione e l’ulteriore fuga di Coppola dalla Svizzera alla ancor più sicura Dubai, il tentativo degli inquirenti di dare esecuzione alla pena sembra per ora destinato a rimanere senza successo. Sui profili social nel frattempo l’ex “furbetto del quartierino“ ha ripetuto le sue accuse, spesso con video cui poi sono seguiti, fra l’altro, "alcuni articoli pubblicati sull’edizione online" del più diffuso quotidiano italiano, che, stando al gip Valori, "ripresi da ben due interviste" sull’edizione cartacea, hanno "fatto lievitare i followers dell’account del Coppola da poche centinaia ad oltre 2000".

Per questo il giudice , sottolineando "la sostanziale falsità della ricostruzione" contenuta in quei video e la possibilità che la diffamazione nei confronti del Banco Bpm prosegua, ha deciso il sequestro preventivo del suo account Instagram. A Coppola, se vuole, resteranno sempre Facebook e Tik Tok.