Dame, cavalieri, balli e leggende. Alla scoperta di 200 gioielli lombardi

Il santuario della Divina maternità e Santi Gervaso e Protaso fra le novità

Dame, cavalieri, balli e leggende. Alla scoperta di 200 gioielli lombardi

Dame, cavalieri, balli e leggende. Alla scoperta di 200 gioielli lombardi

Fra le 47 novità di Ville Aperte di quest’anno, due sono a Trezzo: il santuario della Divina maternità dei Carmelitani Scalzi e la prepositurale, Santi Gervaso e Protaso. Week-end all’insegna della bellezza sul fiume, per un viaggio affascinante fra dame, cavalieri, balli, leggende, monaci e artisti: oggi e domani in città torna in versione autunnale la kermesse brianzola che accompagna il pubblico alla scoperta di 200 gioielli lombardi, sparsi in cinque province, ci sono anche Lecco, Como e Varese. In prima linea, qui, restano i tre classici: il Castello Visconteo, la Quadreria Crivelli e Casa Bassi, la villa degli eredi di Alessandro Manzoni (la sola accessibile il 23 e 24 settembre, il resto anche in questo fine settimana). In primavera i curiosi sono stati 18mila e ora si punta a fissare un nuovo record. Contribuirà senz’altro la rocca, che strega i visitatori già al primo sguardo con la sua vista mozzafiato dalle Prealpi alla pianura, posizione strategica colta già da Federico Barbarossa nel XII secolo, un fascino inalterato da quasi mille anni. Tutti con gli occhi sgranati anche davanti alla collezione Crivelli e al suo pezzo forte, la Madonna con Bambino di Bernardino de’ Conti, allievo di Leonardo, forse la mano più felice della scuola del grande genio rinascimentale. Si scommette anche sul piccolo dipinto a soggetto di San Carlo, sulla coppia di "Sibille", sulle "Tentazioni di Sant’Antonio" e sulle tele di Scuola Francese, "Mosè salvato dalle acque" e "Tobiolo e l’Angelo". Il tour potrà continuare al Santuario, da tempo inserito nelle tappe turistiche della zona, ma debuttante in questa manifestazione, costruito a metà del Seicento, custodisce opere più antiche tra le quali un affresco "miracolo del 1450. I padri accompagnano gli ospiti fra decine di reperti di vita monastica e artistica degli ultimi 500 anni. Si passa poi alla chiesa parrocchiale, uno scrigno che non ha mai smesso di accumulare tesori dal Trecento a oggi.

Le sue origini coincidono con l’antica cappella campestre di Santa Maria de Crino, corrispondente all’attuale Cappella del Crocifisso, con decorazione di derivazione giottesca. La prossima settimana, ma le adesioni sono già aperte ci sarà a disposizione anche Casa Bassi, dimora gentilizia del XVI secolo costruita su antichi edifici trecenteschi con una particolarità che la rende unica: da più di quattro secoli, di generazione in generazione, ha continuato ad appartenere alla stessa famiglia. Due le chicche della villa, la facciata monumentale sulla corte e il giardino sul retro progettato da Alessandro Trotti Bentivoglio, che conserva le piante originali di fine del’800 e le erbacee perenni di quando è stato creato. Prenotazione obbligatoria sul sito villeaperte.inf

Barbara Calderola