Dall’app alla ricerca: "Ecco la nostra bussola per aiutare gli stranieri a orientarsi tra i servizi"

Il priano lanciato dalla Bicocca si chiama “Come stai?“. Si raccolgono dati (anonimi) per studiare stato di salute ed esigenze. e si offre una mappa delle associazioni e degli ambulatori.

Si chiama “Come stai?“ perché è una delle prime frasi che si imparano quando si affronta una nuova lingua e la “chiave“ che apre ogni conversazione. Ma anche perché l’obiettivo principale riguarda la salute. È questo il nome di una nuova app - e di una ricerca - sviluppata dall’università di Milano-Bicocca e dedicata alla popolazione straniera, di prima e seconda generazione, residente a Milano e dintorni. Un primo esperimento che potrà essere esportato su scala più ampia e un tassello del progetto Multiple Ethnic Inequalities (Mei) finanziato da Fondazione Cariplo e che vede in prima linea anche la Statale di Milano, il Csv e il Centro Studi Medi di Genova. L’università Bicocca si è occupata in particolare del tema salute. "Per una doppia esigenza – spiega Elisa Barbiano di Belgiojoso, professoressa del dipartimento di Statistica e Metodi quantitativi –: come ricercatori vogliamo conoscere più informazioni sullo stato di salute e sulla difficoltà nell’usufruire dei servizi riscontrata dalla popolazione straniera, residente in particolare in Lombardia. Da studi esistenti e incontri che abbiamo fatto con le realtà del terzo settore sappiamo che fa fatica a orientarsi nel nostro sistema sanitario, che a volte non è facile nemmeno per noi". Da qui l’idea di raccogliere dati anonimi (nel pieno rispetto della privacy, non viene registrato alcun dato che possa identificare il rispondente e le risposte vengono trasmesse su un server protetto della Bicocca) ma anche di "restituire informazioni a chi partecipa alla ricerca", dalle dritte burocratiche a consigli sulla prevenzione e sulla salute mentale. "Che cosa serve per accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale? Lo sai che i cittadini extracomunitari irregolari hanno diritto alle cure urgenti ed essenziali (e l’app ti spiega come, ndr)? Lo sai che sono sempre garantite, anche se si è irregolari, la tutela della gravidanza e della maternità, la tutela della salute dei minori come anche le vaccinazioni e la cura delle malattie infettive?", si scopre aprendo le diverse finestre.

Il questionario è in otto lingue: italiano, francese, spagnolo, inglese, albanese, russo, cinese, arabo. I contenuti invece sono in quattro lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo. È stata creata una mappa delle associazioni e delle realtà che offrono servizi gratuitamente tra Milano e hinterland come pure degli ambulatori, con indirizzi e descrizione delle prestazioni erogate. "Può essere utile anche per gli operatori, per sapere cosa fanno altre realtà e orientare gli utenti che hanno bisogno di particolari servizi – continua la professoressa –. Abbiamo censito tante realtà, alcune non sono molto conosciute. Questo è un primo esperimento pilota, ma se funziona potrebbe essere esteso in modo più sistematico". Offrendo un sorta di ’bussola’ per la prenotazione di esami, per capire quando è il caso di correre in pronto soccorso e quando invece evitare, per non intasare il servizio di emergenza. "Abbiamo scritto tutto con un linguaggio molto semplice, evitando il burocratese che a volte è una barriera per molti", concludono dalla Bicocca.

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