Dalla Sicilia a Milano dopo il diploma ma la città era con me fin da bambino

Alessandro Gullo, dirigente scolastico, racconta come Milano abbia influenzato la sua vita, dai primi passi da giovane diplomato alla scoperta della città fino alla sua presenza costante anche in Sicilia, grazie al ricordo del Corriere dei Ragazzi.

Gullo*

Quarant’anni fa esatti ho conosciuto Milano.

Giovanissimo diplomato Isef (Istituto Superiore di Educazione Fisica, ndr), cercavo una provincia in cui fare domanda di supplenza.

Mi piace, ogni tanto, guardare ad un momento importante e, rivedendolo, registrare gli eventi successivi come un deja vù al contrario.

Oggi mio figlio Matteo è milanista, frequenta l’università in centro, sono da 15 anni dirigente scolastico e ho cominciato nel tempio della scuola milanese, il mitico Classico Berchet.

Per anni ho raccontato la mia amata pallavolo da giornalista, sulle pagine milanesi dei quotidiani.

A Milano mi sono pure laureato in Giurisprudenza e ho conosciuto mia moglie, anche lei arrivata a Milano quarant’anni fa.

Eppure, la cosa che più mi sorprende è rendermi conto che Milano è venuta a cercarmi fino in Sicilia, nella mia Catania e me ne sono accorto due mesi fa quando è morto Alfredo Castelli, redattore del Corriere dei Ragazzi che allietava i miei pomeriggi con l’Omino Bufo, gli Aristocratici, Johnny Focus del fantastico Attilio Micheluzzi, Lupo Alberto e, su tutti, Valentina Mela Verde di Grazia Nidasio.

Adesso mi rendo conto, osservando il cielo terso della Milano non più da bere e dimentica dello smog e dei nebbioni, che, in fondo, io a Milano sono sempre stato a casa, grazie al Corriere dei Ragazzi e ad Altai e Jonson che Tiziano Sclavi ambientava in America ma, in realtà, venivano al Mondo sui Navigli passando per l’oltrepo pavese.

Grazie, quindi, alla Contea di Colbrino ma soprattutto, grazie Milano.

* Dirigente scolastico

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