Dal rogo di via Antonini alla strage Valencia, Mirko Berti: "La storia si ripete, ora basta"

Il residente della Torre dei Moro: ho avuto un brivido, siamo tornati al 2021 "In questi anni non è stato fatto nulla, continuiamo a vivere in case pericolose"

Mirko Berti nel suo appartamento distrutto dalle fiamme il 29 agosto 2021

Mirko Berti nel suo appartamento distrutto dalle fiamme il 29 agosto 2021

Milano, 24 febbraio 2024 –  “Quando ho visto le immagini dell’incendio di Valencia mi è venuto un brivido, mi è sembrato di rivivere le scene del 29 agosto". Per Mirko Berti, uno dei residenti del grattacielo in via Antonini a Milano distrutto dalle fiamme nell’estate del 2021, è un trauma che riaffiora.

Gli abitanti, che da allora vivono in altri alloggi e stanno attendendo la ricostruzione della torre, fanno un’amara riflessione: "Sulla sicurezza degli edifici non è cambiato nulla, le persone continuano a vivere in case pericolose".

Il rogo della Torre dei Moro per fortuna non ha provocato vittime, perché le famiglie all’interno del palazzo, mezza vuoto in una domenica di fine agosto, sono riuscite a mettersi in salvo in tempo.

L’incendio di Valencia, invece, ha un tragico bilancio di morti e feriti che continua a salire, facendo tornare la memoria al 2017, quando il rogo della Grenfell Tower di Londra provocò 80 morti. Tra l’Italia, la Spagna e il Regno Unito, però, ci sono inquietanti analogie nella dinamica, evidenziate anche in ambienti giudiziari milanesi. E un allarme che ritorna sulla sicurezza degli edifici e dei materiali da costruzione.

"Vogliamo in primo luogo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime – spiega Mirko Berti – perché questa è la Grenfell della Spagna. L’incendio delle nostre case ha avuto una dinamica simile, compreso l’effetto camino, solo che noi siamo stati fortunati". Dal 2021 gli abitanti del grattacielo di via Antonini, che hanno formato un comitato, si battono anche con eventi pubblici e appelli alla politica nazionale e locale per un passo avanti sulla sicurezza degli edifici e delle facciate. "Abbiamo ottenuto impegni e interessamento – sottolinea Berti – ma purtroppo nel concreto non è stato fatto nulla. E i lavori legati al superbonus 110% hanno anche peggiorato la situazione".

Berti mostra i dati dell’ufficio studi Fivra (Fabbrica Isolanti Vetro Roccia Associate) che mettono a confronto la legislazione di vari Paesi europei sulla sicurezza antincendio degli edifici. L’Italia è il fanalino di coda mentre le norme più stringenti, applicate dopo la tragedia della Grenfell, sono nel Regno Unito: dal quarto piano a salire le facciate possono essere realizzate solo con materiali isolanti Euroclasse A.

Una riflessione amara arriva anche dal segretario generale della Uil Milano e Lombardia, Enrico Vizza: "Sono ancora vive le immagini della Torre dei Moro. Quante ne dovremo vedere prima di attivare norme, procedure, monitoraggio, anche a livello locale, di edifici realizzati con certi materiali? Servono linee guida e anche un intervento legislativo".

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