ANDREA GIANNI
Cronaca

Cyber-spie, caccia ai server. La pista dei dati in Belgio: "L’Oman? Pensiamoci..."

Legami sospetti e strutture all’estero, rogatoria verso il Regno Unito. Il sottosegretario Mantovano: "Allo stato nessuno 007 in carica è coinvolto".

Da sinistra l’ex poliziotto Carmine Gallo e l’hacker Calamucci

Da sinistra l’ex poliziotto Carmine Gallo e l’hacker Calamucci

Enrico Pazzali e l’ex poliziotto Carmine Gallo puntavano a trasferire i server del gruppo di presunte cyber-spie in Oman, Paese della penisola arabica che l’autosospeso presidente di Fondazione Fiera Milano aveva visitato. "Altro che la Lituania, è da pensarci – afferma Pazzali in una conversazione intercettata dai carabinieri il 17 novembre 2022 –. Vi faccio vedere dov’è, perché è un posto praticamente....". Un progetto per eludere i controlli che non si sarebbe concretizzato, mentre il server in Lituania è stato posto sotto sequestro nei giorni scorsi. Un altro server del gruppo che ruotava attorno alla società Equalize, non ancora rintracciato, potrebbe invece essere stato collocato in Belgio, tra i Paesi finiti al centro degli interessi della rete che fabbricava dossier illegali su larga scala attingendo a informazioni riservate. È una delle piste coltivate da investigatori e inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta con oltre 60 indagati coordinata dal pm della Dda Francesco De Tommasi.

Si profila intanto una rogatoria verso il Regno Unito, dove avrebbe agito un altro "gruppo" collegato in particolare all’hacker Nunzio Samuele Calamucci. È stato proprio Calamucci a citare più volte, nelle conversazioni intercettate, il Belgio. Parlava di "rapporti cosiddetti “humint“ con soggetti che gestiscono le banche dati nel mondo" e diceva: "E chiedi i documenti a persone, per la rete o a vari contatti istituzionali, io se c’ho bisogno di un lavoro che è in Belgio (...) chiamo in Belgio (...) chiamo in Belgio e dico, con chi mi devo collegare per scaricare questo? Questo mi dice, con tizio, con caio e con sempronio!". Sempre il presunto braccio destro di Gallo, poi, che usava "il termine “cugino“ per indicare un’appartenenza comune ad ambienti di una non meglio specificata struttura d’intelligence" e parlava dell’apertura in vista di "una sede londinese del gruppo tramite il marchio Equalize", si esprimeva così: "è un mio cuginetto (...) lo mandiamo in Inghilterra attraverso un passaggio, prima andrà qualche, qualche mese in (...) Belgio (...) poi apre una sede secondaria di Equalize in Inghilterra".

Uno dei temi da approfondire resta il sospetto di un presunto mercato di informazioni riservate verso l’estero, fatto di rapporti "clandestini" tra intelligence, e una serie di testimoni verranno ascoltati nei prossimi giorni, dopo che da parte di alcuni degli indagati interrogati sono arrivate le prime ammissioni. Restano diversi punti da scandagliare, tra cui i possibili contatti con servizi segreti italiani e stranieri, nell’ambito di un’indagine ancora alle battute iniziali. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con delega ai Servizi di informazione e sicurezza, ieri intanto ha gettato acqua sul fuoco: "Il dato obiettivo è che oggi nell’indagine di Milano non c’è un solo appartenente all’intelligence in carica che sia coinvolto, molto dubbio che siano coinvolti anche ex e non c’è un solo dipendente dell’agenzia sulla cyber".