FEDERICA PACELLA
Cronaca

Cure palliative ma non per tutti in Lombardia: "Cinquantamila richieste ma risposta solo a una su due"

Hospice e terapie domiciliari non bastano. Gli esperti: serve l’integrazione con la medicina generale

Un hospice (Foto di archivio)

Un hospice (Foto di archivio)

Milano, 26 marzo 2024 –  Cure palliative ma non per tutti: secondo i dati raccolti da Uneba Lombardia, le reti attive a livello regionale coprono dal 25 al 50 per cento del bisogno potenziale. "In Lombardia – spiega Luca Degani, presidente Uneba Lombardia, che riunisce enti, istituzioni, associazioni, fondazioni, imprese sociali ed altre realtà operanti nel campo sociale, socio-sanitario ed educativo d’interventi e servizi alla persona – muoiono ogni anno 18mila persone in Rsa, pari al 17% del totale dei decessi. Serve garantire tutela anche a queste persone anziane, che hanno diritto a un percorso qualitativo di cura nonché diritto a un “ultimo miglio“ migliore possibile, con la giusta garanzia di cure palliative e terapia del dolore".

Per dare un’idea dei volumi, nel 2021 sono stati presi in carico 29.300 malati. Secondo il Piano regionale di potenziamento della rete di cure palliative, quella attuale supera gli obiettivi fissati da Agenas. Lo stesso Piano evidenzia però la necessità di potenziare la rete partendo da un contesto in cui gli aspetti demografici ridisegnano un quadro sociale caratterizzato da un tessuto familiare più fragile e da legami relazionali più labili rispetto al passato, mentre i fabbisogni aumentano. La stima attuale è infatti che in tutta la Lombardia siano 50mila le persone che hanno bisogno di cure palliative, ma il numero è destinato a crescere.

“Il punto – spiega Luca Moroni, coordinatore regionale della Federazione Cure Palliative e della Commissione cure palliative di Uneba – è che quello identificato da Agenas riguarda solo una parte del fabbisogno reale di cure palliative, perché è legato alla sola gestione di malati terminali e quindi di presa in carico specialistica, che vuol dire hospice e cure domiciliari di altissima intensità. In realtà bisognerebbe mettere in campo tutta una serie di iniziative, come consulenze in ospedale e Rsa nonché l’integrazione con la medicina generale, che a oggi non ci sono".

Secondo Uneba Lombardia, che fa parte dell’osservatorio Liuc Business School insieme a Federazione Cure Palliative, in Lombardia muore in ospedale il 41% dei cittadini: l’attivazione delle cure palliative ridurrebbe le probabilità di un’ospedalizzazione nell’ultimo mese di vita e di decesso in ospedale.

"Di dati ne abbiamo pochissimi – sottolinea Moroni – perché quella delle cure palliative è una disciplina giovane, su cui si è fatta poca ricerca. L’Osservatorio Liuc è utile per avere un quadro più puntuale, con l’approccio di chi si occupa degli aspetti organizzativi, così da massimizzare le risorse".