Milano, la Procura sequestra il Centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli

Lo scorso 1° dicembre l’ispezione da cui era emerso che i migranti non ricevevano cure e mangiavano cibo scaduto

Polizia e stranieri al Cpr di via Corelli
Polizia e stranieri al Cpr di via Corelli

MIlano, 13 dicembre 2023 – I pm di Milano Paolo Storari e Giovanna Cavalleri hanno disposto un sequestro impeditivo d'urgenza della società Martinina srl che gestiva il Centro di permanenza per i rimpatri di via Corelli a Milano.

Il Cpr era stato oggetto di ispezione nell'inchiesta, per frode e turbativa, della Guardia di Finanza lo scorso primo dicembre, da cui era emerso che i migranti, tra le altre cose, non ricevevano cure e mangiavano cibo scaduto.

Di fatto la Procura, con questo provvedimento, ha sequestrato il Centro di permanenza per i rimpatri. Il provvedimento, se verrà convalidato dal gip, porterà alla nomina di un amministratore giudiziario per gestire la struttura. Per venerdì 15 dicembre  era fissata un'udienza, davanti al gip Livio Cristofano, su una richiesta di misura interdittiva per bloccare, in sostanza, la possibilità per la la Martinina srl di vincere in futuro altre gare d'appalto per la gestione del centro.

L’inchiesta

Nell'inchiesta, coordinata anche dall'aggiunto Tiziana Siciliano, con le ispezioni, perquisizioni e acquisizioni dei giorni scorsi, però, gli inquirenti hanno scoperto che per la Martinina srl, con sede a Salerno, era stata prorogata, a metà novembre, per un anno la convenzione con la Prefettura per la gestione del centro di via Corelli.

Da qui l'esigenza di sequestrare il ramo d'azienda della srl e di fatto il Cpr, per impedirne la gestione da oggi in avanti da parte dell'azienda. Il provvedimento dovrà essere convalidato dal gip Cristofano. Se darà l'ok ci sarà la nomina di un amministratore giudiziario che si occuperà del Centro.

Il medico

Nel provvedimento viene riportata la relazione di un medico, consulente della Procura, sulle condizioni dei migranti, anche ascoltati dagli investigatori e le cui testimonianze sono agli atti. Già nei giorni scorsi era venuto a galla che in via Corelli c'erano migranti con tumori al cervello o epilettici, oppure con gravi problemi psichiatrici, considerati "idonei alla vita della comunità ristretta”, ma in realtà non sottoposti a visita medica. E poi ospiti senza un supporto psicologico e psichiatrico poiché il personale “non conosce” la loro “lingua”. E ancora mancanza di medicinali, un presidio sanitario “gravemente deficitario” a cui si aggiungono, tra l'altro, camerate “sporche”, bagni “in condizioni vergognose” e “cibo maleodorante, avariato (...) scaduto”. 

Gli indagati

Sono indagati i due amministratori di fatto e di diritto della srl, Alessandro Forlenza e Consiglia Carso. Secondo l'accusa, sarebbe stata commessa una frode “nella esecuzione del contratto di appalto” con “espedienti maliziosi e ingannevoli, idonei” a farlo apparire “conforme agli obblighi assunti” per garantire una ospitalità adeguata ai migranti.

In base al capo di imputazione, i due avrebbero simulato, producendo documenti "contraffatti" e con firme pure di defunti, “la presenza” di servizi “pattuiti in sede contrattuale con la Prefettura (...) in realtà mai prestati o comunque prestati in maniera largamente insufficiente”.

L’appalto

Tutto questo per aggiudicarsi una gara, nell'ottobre 2022, da quasi 4 milioni e mezzo per un anno. La Prefettura di Milano aveva spiegato che “nei mesi scorsi erano emerse criticità gestionali” in via Corelli ed era stato avviato un procedimento amministrativo a carico dei gestori che “si è concluso quindi con l'irrogazione della massima sanzione convenzionalmente prevista".

 

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