Corso Como, nella gang c’è una 14enne Rapina e coltellate a studenti Erasmus

Doppio raid a distanza di due ore. E i feriti finiti all’ospedale si parlano, danno indizi e incastrano il colpevole

Corso Como, nella gang c’è una 14enne  Rapina e coltellate a studenti Erasmus

Corso Como, nella gang c’è una 14enne Rapina e coltellate a studenti Erasmus

di Marianna Vazzana

MILANO

Due rapine violente a distanza ravvicinata. Una alle 5.30 in corso Como, l’altra due ore dopo accanto a piazza Gae Aulenti, la stessa zona calda della movida. A metterle subito in relazione sono stati i due feriti, accoltellati, che non si conoscevano e che si sono incontrati in ospedale per caso. I primi a intuire che "il giovanissimo aggressore" con cui entrambi avevano avuto a che fare, e che in un caso era spalleggiato da altri tre complici tra cui due ragazze, probabilmente era la stessa persona. Primo indizio: indossava una felpa beige con una scritta fluorescente. Un dettaglio prezioso per la polizia, che due giorni dopo ha arrestato un neo diciottenne egiziano con l’accusa di aver accoltellato in più parti del corpo uno di quei due feriti, un uomo di 29 anni intervenuto in piazza Gae Aulenti a difendere una donna che era appena stata rapinata della borsetta. Succedeva alle 7.30 del 26 gennaio.

Ora il cerchio si chiude anche sul secondo caso, avvenuto due ore prima in corso Como: allo stesso diciottenne, che da allora si trova al carcere minorile Beccaria, è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare. Stessa disposizione per il resto della baby gang: un sedicenne tunisino senza fissa dimora e due ragazze nate a Milano, una di appena quattordici anni e l’altra che a gennaio non era ancora diciottenne (pure lei poi finita in un istituto penale minorile). Stando a quanto emerso dalle indagini a cura degli agenti del commissariato Garibaldi Venezia coordinati dal dirigente Angelo De Simone, i quattro hanno preso di mira due studenti universitari di origine spagnola in Italia per il progetto “Erasmus“ che alle 5.30 del 26 gennaio camminavano in corso Como dopo essere usciti da un locale. I due studenti hanno raccontato di essere stati accerchiati da un gruppo di giovani, tra cui due ragazze che prima hanno cercato di distrarli ballando e che poi hanno frugato nelle loro tasche. Un bandito è poi riuscito a prendere portafoglio e telefono a uno dei due studenti passandolo a una delle ragazze presenti.

La vittima a quel punto ha inseguito la giovane con il bottino riuscendo a riprenderselo. Ma è stato accoltellato alla schiena da uno di quei ragazzi. Nel frattempo l’amico veniva minacciato da un altro con una lama puntata al collo e tenuto fermo per un braccio ma è riuscito a salvare il suo portafoglio, divincolandosi. La banda è fuggita e il ragazzo ferito ha chiesto aiuto spingendosi fino in piazza Freud, dove un passante ha chiamato i soccorsi vedendolo in difficoltà e con la schiena insanguinata. Quindi lo studente è stato accompagnato in ospedale. Lo stesso dove due ore dopo è arrivato il ventinovenne accoltellato dopo la rapina in piazza Gae Aulenti. E i due, incontratisi, hanno messo in relazione gli episodi. La polizia ha quindi ascoltato le loro testimonianze e cercato riscontri nei filmati delle telecamere della zona, arrivando a individuare i quattro. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura del Tribunale per i minorenni di Milano, si è concentrata sulle bande giovanili della zona che fanno leva sulla forza del “branco“ per intimorire le prede e derubarle. I quattro raggiungevano solitamente a bordo di treni la vicina stazione Garibaldi, per poi andare a caccia di coetanei da rapinare fuori dai locali. Ora è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di rapina aggravata ma le indagini del commissariato continuano, perché non è escluso che la baby gang abbia messo a segno altre rapine.