Lupo Daturi e il suo videogioco
Lupo Daturi e il suo videogioco

Milano, 22 aprile 2020 - La quarantena in casa? Può essere l’occasione per dare sfogo alle proprie passioni. E creare qualcosa di nuovo. È successo così a Lupo Daturi, un bambino di 9 anni residene a Binasco, nel Milanese, che frequenta la quarta elementare, e che ha messo a frutto il molto tempo a disposizione inventandosi da zero un nuovo videogioco. Nel costruire il suo percorso di fantasia si è però fatto aiutare dalla realtà: al comando della navicella Cerba-20, è possibile attaccare e sconfiggere virtualmente un terribile mostro, cui ha dato le fattezze del Covid-19.

Nato per divertimento, il gioco è diventata la piattaforma sulla quale sfidare compagni di classe e amici, il tutto ovviamente a distanza; assumendo una volta le parti del virus e un’altra quella dei “buoni” di Cerba-20. Lupo ha preso la passione per la tecnologia dal padre Marco che è managing partner di un'agenzia di marketing digitale. Ma non è l’unica passione che custodisce. "Adoro suonare la chitarra e pratico normalmente sport come sci, karate e subacquea; quest’ultimo l’ho iniziato quando avevo 4 anni", spiega.

Un frame video del videogioco (YouTube)

Lontano da quelli che possono essere gli stereotipi del classico “nerd”, Lupo frequenta da alcuni anni CoderDojo, la community che raccogliere club di programmazione gratuiti per giovani e giovanissimi. È qui che ha imparato a guardare ai videogiochi da un punto di vista diverso: non solamente da fruitore, ma da ideatore. "Per questo gioco ho usato la piattaforma Scratch, che già ho utilizzato per altri giochi. Volendo fare un gioco di combattimento tra astronavi, mi sono lasciato ispirare da quella che è la situazione oggi: da una parte ho messo il Covid-19, rappresentandolo all’incirca come le immagini del virus che sono state diffuse; dall’altra c’è l’astronave Cerba-20 il cui nome ho sentito in casa, deriva da un’azienda per cui lavora mio papà e che si sta muovendo per trovare delle soluzioni alla diffusione del virus".

Il gioco può essere ad un solo giocatore oppure a due giocatori. "Ci si sfida tra amici oppure si gioca contro il computer - spiega Lupo -. Possiamo tirare dei laser contro il COVID-19 ma possiamo anche farlo esplodere con delle mine che si ingrandiscono sempre di più; ci sono a disposizione anche dei razzi che inseguono il nemico. Non ultima, c’è la possibilità di usare uno scudo per proteggersi dai razzi. Qui COVID-19 non ha scampo".