Coronavirus
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Milano, 26 marzo 2020 - Seconda vittima del coronavirus fra il personale della polizia penitenziaria. Un assistente capodi 48 anni è deceduto oggi all'ospedale Humanitas di Rozzano , dove era ricoverato da alcuni giorni. Lo ha fatto sapere il ministero della Giustizia.

Originario della provincia di Foggia, lascia moglie e figli. Lavorava nella casa di reclusione di Milano Opera e il 9 marzo scorso, ai primi sintomi della malattia, era stato posto in isolamento precauzionale in caserma. Il giorno successivo l'esito positivo del tampone. Nel 2014 aveva ricevuto una medaglia di bronzo al merito di servizio.  L'assistente capo si è ammalato per aver avuto contatti con un detenuto positivo, scrive in una nota l'Associazione nazionale dirigenti e funzionari della polizia, stringendosi ai familiari del collega e a tutta la Polizia Penitenziaria, "che quotidianamente in prima linea svolge con eroismo il suo delicato mandato istituzionale".

"Ad oggi sono due le vittime della Polizia Penitenziaria e ancora molto carenti sono i DPI (Dispositivi di Sicurezza Individuali) per il personale negli istituti penitenziari" denuncia il segretario Daniela Caputo, rilanciando la richiesta della sua associazione: "per poter approntate le misure di contenimento del contagio e tutelare la salute di operatori e ristretti occorre urgentemente valutare un intervento seriamente deflattivo, ovviamente con riferimento a detenuti con fine pena non troppo elevati e a condizione che vi siano siti idonei per coloro che vengono scarcerati dove possano eventualmente trascorrere l'isolamento precauzionale".