L’idea è dirottare i malati di coronavirus meno gravi in ospedali diversi dai 17 “hub“ lombardi individuati come riferimento per il Covid dal piano pandemico di giugno; un piano pensato sia a livello regionale che nazionale sul modello di quel che era successo a marzo, cioè basandosi sul riempimento delle terapie intensive, mentre adesso il sistema è sotto stress per i ricoveri meno gravi, ed è ora "di...

L’idea è dirottare i malati di coronavirus meno gravi in ospedali diversi dai 17 “hub“ lombardi individuati come riferimento per il Covid dal piano pandemico di giugno; un piano pensato sia a livello regionale che nazionale sul modello di quel che era successo a marzo, cioè basandosi sul riempimento delle terapie intensive, mentre adesso il sistema è sotto stress per i ricoveri meno gravi, ed è ora "di rivedere le strategie", annunciava mercoledì il direttore generale del Welfare Marco Trivelli.

Ieri in Regione c’è stato un vertice coi direttori degli ospedali lombardi, durante il quale, a quanto Il Giorno apprende, sarebbe stato deciso di allargare la platea di ospedali con reparti Covid a bassa intensità di cura per dare fiato alla rete dei 17 hub (a Milano ne fanno parte Niguarda, Policlinico, Sacco, San Carlo e San Raffaele), che coincidono con ospedali altamente specialistici, punto di riferimento per molte patologie. La Regione sta lavorando anche all’ampliamento dei posti letto extraospedalieri per subacuti.

E però sulla rampa di lancio c’è adesso anche l’ospedale del Portello, con 100 posti letto di terapia intensiva. Il piano di giugno prevede che il padiglione del Policlinico in Fiera entri in campo (con la tensostruttura del San Raffaele e l’ospedale degli Alpini di Bergamo) al livello due d’allerta, che scatta con il ricovero del 151esimo malato di Covid in terapia intensiva. E ieri la Lombardia è arrivata a 96, con un balzo di 25 persone in più in rianimazione in un giorno solo.

Intanto, con 29.053 tamponi, la provincia di Milano scopriva in un giorno 1.388 nuovi positivi al coronavirus (cioè più di quanti ne accumulasse in 24 ore l’intera Lombardia fino a martedì); la città ne contava da sola 634, e ne ha aggiunti 2.257 nuovi in soli quattro giorni. Ma l’impatto di quest’ultima impennata negli ospedali, dicono gli esperti, si vedrà tra un paio di settimane. E già venerdì l’Areu ha dovuto trasferire 12 milanesi all’ospedale Sant’Anna di Como: 9 in degenza chirurgica e 3 in terapia intensiva. Giulia Bonezzi