L'ospedale Sacco
L'ospedale Sacco

Milano, 26 gennaio 2020 - Un falso allarme all’ospedale Sacco. L’allerta per l’eventuale contagio e poi gli esami che hanno rasserenato gli animi: si trattava di una banale influenza. È la cronaca del primo caso sospetto passato allo scanner dalla rete di sorveglianza lombarda sul coronavirus che tiene in allerta le autorità sanitarie di tutto il mondo. Perché le persone che a Milano hanno accusato i banalissimi sintomi di un male stagionale provenivano dalla città di Wuhan, epicentro dell’epidemia che a ieri contava 1.400 contagi e 41 morti in Cina. Fuori dalla Cina continentale i contagiati accertati a ieri erano 38, due negli Usa e tre in Francia, i soli scoperti sinora in Europa, e tutti riguardano persone rientrate da poco dalla Cina.

Come le due donne che si sono presentate venerdì notte all’ospedale Fatebenefratelli, madre e figlia. La madre, che accusava alcuni sintomi influenzali, era appena rientrata da Wuhan. Le due donne sono state portate immediatamente all’ospedale Sacco, centro di riferimento per le malattie infettive, e ricoverate in isolamento come prevedono i protocolli.

Le analisi, confermate anche dai laboratori del Policlinico San Matteo di Pavia, hanno chiarito che entrambe erano negative al coronavirus di Wuhan (2019-nCoV). La madre era positiva a un comune virus influenzale nostrano. "Il sistema di prevenzione e di sicurezza sanitaria è stato attivato ed è pronto ad intervenire", aveva assicurato la Regione giovedì, dopo un vertice con i responsabili dei reparti di Malattie infettive degli ospedali e delle reti di sorveglianza delle Ats lombarde, per condividere i criteri per l’individuazione dei casi sospetti e le procedure per la presa in carico dei pazienti, con percorsi dedicati e precauzioni per ridurre le possibilità di trasmissione di un eventuale contagio. Che a ieri sera non c’era stato. Due giorni fa si è riunita a Roma la task-force del ministro della Salute Roberto Speranza, compresi i rappresentanti degli aeroporti di Fiumicino e Malpensa e i vertici della Protezione Civile. Nel vertice è stato discusso il documento ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità sul coronavirus, che ha deciso di non dichiarare al momento l’emergenza sanitaria globale.