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10 mar 2020

Coronavirus, il contagio si allarga fra i corrieri

Primo caso nella filiera Amazon. I colleghi chiedono tutele: limitare le consegne ai beni di prima necessità

10 mar 2020
andrea gianni
Cronaca
Lavoratori in presidio durante l’ultimo sciopero lombardo dei driver impiegati per le consegne del colosso Amazon
Lavoratori corrieri Amazon
Lavoratori in presidio durante l’ultimo sciopero lombardo dei driver impiegati per le consegne del colosso Amazon
Lavoratori corrieri Amazon

Milano, 10 marzo 2020 -  È ricoverato da domenica sera all’ospedale di Busto Arsizio, il primo driver delle società che lavorano per Amazon tra Milanese e Varesotto risultato positivo al coronavirus. Un 33enne che, da quanto si è appreso, sarebbe stato contagiato in seguito a contatti con persone del nucleo familiare. E i colleghi del deposito di Origgio, nel basso Varesotto, dove lavorano circa 300 autisti impiegati da sette diverse società di consegne, sono in allarme. "Chiediamo dispositivi di sicurezza - spiega un corriere, che chiede di rimanere anonimo - non solo per tutelare noi ma anche i clienti. Ogni giorno effettuiamo dalle 120 alle 150 consegne, entrando in contatto con altrettante persone. In questo periodo siamo tra le poche categorie che continuano a lavorare come prima, come se fossimo immuni al coronavirus". E invece i contagi stanno iniziando a diffondersi anche tra i lavoratori della filiera della logistica, che ogni giorno si occupano delle consegne di pacchi e merci in Lombardia.

Oltre al primo caso tra le società ingaggiate da Amazon, secondo fonti sindacali sono già una decina i driver di varie compagnie risultati positivi al coronavirus nel Milanese. Corrieri che da quando è esplosa l’emergenza non si sono mai fermati, continuano ad alimentare il business dell’e-commerce con volumi in aumento. C’è chi si fa consegnare la spesa o generi di prima necessità a casa, ma anche tante persone che acquistano beni superflui, incuranti degli appelli a ridurre al minimo gli spostamenti e la circolazione. Le compagnie hanno adottato alcuni accorgimenti, dalla sanificazione degli spazi alla possibilità per il cliente di evitare di firmare al momento della consegna per ridurre il più possibile i contatti. Per i lavoratori, però, non basta. I colleghi del 33enne risultato positivo nel deposito di Origgio ieri si sono messi in malattia. Su di loro verrà effettuato il tampone. I lavoratori in servizio nel deposito che copre il vasto e popoloso territorio a cavallo tra le province di Milano, Varese e Como segnalano mancate sanificazioni sui mezzi, mancato rispetto della distanza di sicurezza durante i briefing. Chiedono tutele per la loro salute e alcuni propongono di sospendere le consegne o limitarle ai generi di prima necessità. 

Un problema che riguarda anche i rider, i corrieri in bicicletta del food delivery, che a differenza dei fattorini su quattro ruote stanno registrando un crollo del lavoro. Gioca un ruolo la chiusura di uffici, la fuga di turisti e visitatori ma anche la diffidenza dei clienti, la paura del contagio che pervade anche gli stessi rider. Per loro, però, non c’è nessun ammortizzatore sociale per aiutarli a tirare avanti nel periodo più buio della crisi.

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