Comune, i redditi del Consiglio: la più ricca è la leghista Racca. Sul podio Palmeri e Bernardo

La lumbard, guida dei farmacisti, raggiunge 952.982 euro e stacca anche Sala (510mila euro) Al 2° posto l’ex numero uno dell’aula (265mila euro), al terzo il rivale del sindaco (159mila euro)

Annarosa Racca,  Manfredi Palmeri e Luca Bernardo, il sindaco Sala e un'immagine del Consiglio comunale
Annarosa Racca, Manfredi Palmeri e Luca Bernardo, il sindaco Sala e un'immagine del Consiglio comunale

Milano, 27 gennaio 2024 –  È lei , anche quest’anno, il Paperon, anzi la Paperon de’ Paperoni di Palazzo Marino. La consigliera comunale della Lega Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, stacca tutti in Comune. Nella dichiarazione dei redditi 2023 riferita al 2022 la lumbard indica un reddito imponibile di 952.982 euro, in crescita rispetto all’anno precedente (824.239 euro). A un passo da un milione di euro. Mica male. Racca è di gran lunga la più ricca, anche confrontando il suo reddito con quelli della Giunta (numeri svelati dal Giorno lo scorso 13 gennaio). Il sindaco Giuseppe Sala, infatti, si “ferma“ a 510.883 euro e i due assessori più in alto in classifica non fanno meglio: Emmanuel Conte (Bilancio) dichiara 364.100 euro e Alessia Cappello (Attività produttive) 110.592 euro. Ma in Consiglio comunale c’è chi dichiara di più della Cappello.

Vediamo nel dettaglio, consultando i Modelli 730 pubblicati sul sito del Comune di Milano, come obbligo di legge in nome dell’amministrazione trasparente. Dopo la Racca, nella classifica dei più ricchi e più poveri in Consiglio comunale si piazza il consigliere della lista Bernardo Manfredi Palmeri, che è anche consigliere regionale: l’ex numero uno dell’assemblea di Palazzo Marino dichiara 265.872 euro. Al terzo posto c’è Luca Bernardo, ex candidato sindaco del centrodestra, direttore della Casa pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco, con 159.258 euro. Sopra i 100 mila euro di reddito annui ci sono anche la riformista e parlamentare di Azione Giulia Pastorella (120.420 euro), il dem Bruno Ceccarelli, presidente della commissione Rigenerazione urbana del Comune (116.297), il consigliere ambientalista del gruppo Misto Enrico Fedrighini (103.368 euro) e il forzista Gianluca Comazzi, che è anche assessore regionale al Territorio (101.844 euro), mentre la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, esponente del Partito democratico, si ferma a 87.580 euro.

Per quanto riguarda i capigruppo, il numero uno del gruppo Pd, Filippo Barberis, ha un imponibile di 21.995 euro, il frontman di Fratelli d’Italia Riccardo Truppo dichiara 53.381 euro, il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico 35.208 euro, la neoguida di Europa Verde Tommaso Gorini si ferma a 37.013 euro, il primo nome della lista Sala Gabriele Rabaiotti non va oltre 43.988 euro, il capogruppo della Lega Alessandro Verri indica 56.005 euro.

Qualche curiosità? Gianmaria Radice, consigliere dei Riformisti, subentrato nell’assemblea municipale in corso di consiliatura, nel 2023 ha presentato un documento in cui sostiene di essere esonerato dall’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi "perché non ho raggiunto la soglia minima di redditi da lavoro autonomo". La leghista Silvia Sardone, già commissaria milanese del Carroccio, dichiara zero euro. Attenzione, però, non c’è da stupirsi. Sardone è europarlamentare della Lega e il suo reddito da eletta a Bruxelles, circa 7.145 euro al mese, lo dichiara in Belgio come tutti gli altri colleghi eurodeputati.

Il consigliere comunale più “povero“? Marco Mazzei (lista Sala) dichiara un reddito imponibile di 18.842 euro, ma nel suo Modello 730 il reddito complessivo ammonta a 45.092 euro.

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