La statua del Cristo Redentore in volo su largo Augusto: la Colonna del Verziere ritorna alla città

Milano, il monumento al centro della piazza era stato spostato per permettere i lavori della metropolitana M4

Il lavori di posizionamento della statua del redentore in cima alla colonna del Verziere in largo Augusto (foto Salmoirago)

Il lavori di posizionamento della statua del redentore in cima alla colonna del Verziere in largo Augusto (foto Salmoirago)

Milano – Dopo quasi 8 anni la Colonna del Verziere è tornata alla città. Questa mattina una grande gru ha posizionato la statua del Redentore in cima il monumento al centro della piazza interessata da dai cantieri della linea 4 della metropolitana

Manufatto Augusto

I lavori della M4 in largo Augusto sono partiti nel 2016. Sotto la piazza è infatti stato realizzato il Manufatto Augusto, a metà fra le stazioni di San Babila e Sforza Policlinico, uno snodo della metro destinata a ospitare locali tecnici, uscite di sicurezza e accessi di pronto intervento per i Vigili del Fuoco.

La nuova piazza

Il posizionamento della statua sulla sommità della colonna rappresenta la tappa finale dei lavori di sistemazione dell’intera piazza, stravolta in questi anni a causa degli scavi della metropolitana M4 arrivati a 20 metri di profondità. L’intera area verrà riconsegnata alla città completamente rivoluzionata: sarà praticamente tutta pedonale, con aiuole, alberi, e panchine.

La storia della colonna

La colonna, eretta nel 1611 (i lavori però iniziarono nel 1581) ma completata con la statua del Redentore (opera di Giovanni Battista Vismara) soltanto nel 1673, fu per oltre 50 anni il simbolo del mercato ortofrutticolo, il Verziere appunto (Verzee, in milanese), prima che questo venisse spostato – nel 1911 – a Porta Vittoria (nell’attuale parco di Largo Marinai d’Italia) e poi, definitivamente, in via Lombroso. 

San Carlo e la peste

La storia della colonna inizia durante la terribile pestilenza del 1567, che a Milano fa oltre 18.000  vittime. Per evitare il diffondersi del contagio in città viene decisa la quarantena. L’arcivescovo Carlo Borromeo fa chiudere tutte le chiese e costruire altari provvisori nelle piazze che permettono ai cittadini di assistere alle funzioni religiose direttamente dalle finestre di casa. Finita la peste, il futuro San Carlo decide di sostituire gli altari con colonne votive affidate alla gestione alle “Compagnie della croce” presenti nei vari sestieri. La compagnia di Santo Stefano in Brolo (l’attuale Santo Stefano Maggiore in piazza Santo Stefano) decide di realizzare una colonna dedicata al Cristo Redentore nella piazza davanti al ponte di Porta Tosa (nell’attuale incrocio tra via Visconti di Modrone e via Sforza).