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19 mar 2022

Colazione al bar, quanto costa? Più cari caffè e brioche

L’incremento dei listini è quasi sempre di pochi centesimi (in media fra i 10 e i 20), ma c’è chi ne approfitta

annamaria lazzari
Cronaca
Anche il rito della colazione al bar sta subendo contracccolpi per la crisi post pandemia, i rincari energetici e la guerraDaniele PintauroGiovanni CeciNicola Vincenzo
Colazione al bar

Scoppia il "caro colazione". L’incremento dei listini per caffè, cappuccino e brioche oscilla in molti casi di pochi centesimi (fra 10 e 20 in media) ma è comunque avvertito dai cittadini che ogni giorno si recano nei circa 4.600 bar cittadini. È l’effetto dei rincari delle bollette sommato all’impennata delle materie prime e al peso della guerra. E della fiammata dei prezzi di benzina e diesel.

"Non solo è aumentato quasi ogni prodotto all’ingrosso ma un nostro fornitore ha aggiunto per la prima volta la voce "carburante" alla fattura, con un balzello ulteriore di 2,50 euro. A cause dei prezzi record alle pompe di benzina inoltre il giro dei rifornimenti si limita a una sola volta alla settimana. Se non si calibrano bene gli acquisti si rimane senza prodotto" rivela Daniele Pintauro, titolare del "Bar Man Bar" di via Santa Maria della Valle. Qui il ritocco del listino è stato di 10 centesimi: il caffè adesso costa 1,10, il cornetto 1,20 e il cappuccino 1,60 euro. "La cifra non sarebbe sufficiente a coprire i rincari ma noi puntiamo sui clienti affezionati, non vogliamo che la colazione al bar diventi un lusso" aggiunge Pintauro.

Fra i pubblici esercizi a ridosso del Duomo, la febbre dei prezzi sale: al bar Motta in Galleria l’espresso al bancone costa 1,30, il croissant liscio 1,40 (1,80 la versione farcita), il cappuccino 2,10 ed è uno dei più abbordabili dell’area. "The Walrus pub" di via Vigevano ha optato per un aumento di 20 centesimi per la tazzina e cornetto (a 1,20 euro) e cappuccino (ora a 1,70 euro): "Non è una manovra speculativa – puntualizza il titolare Paolo Ciccolella - ma un’esigenza per non lavorare in perdita. Noi impieghiamo una miscela superiore di caffè che ha subito un pesante rialzo, quasi del 25%, a causa delle gelate che hanno pesantemente danneggiato i raccolti di arabica in Brasile la scorsa estate".

Il bianchetto sul listino è arrivato anche nei locali in periferia. Il Bitter bar di via Palmanova ha sempre fatto della politica dei prezzi popolari il suo vessillo. "Purtroppo questo mese abbiamo dovuto applicare un incremento di dieci centesimi per non andare in perdita: espresso e croissant sono a 1,10 euro, il cappuccino a 1,30. Il latte è cresciuto del 6%, il brillantante per le lavastoviglie addirittura del 50%, passando da 10 a 15 euro a confezione" spiega Nicola Vincenzo, titolare del bar in zona Crescenzago.

Alla caffetteria La Grange di via Inganni la tazzina è sempre a 1 euro e il cappuccio a 1,30 "ma per la brioche – racconta il titolare Giovanni Ceci - non c’è stato niente da fare: ho aggiunto 20 centesimi e adesso costa 1,20 euro. Il prodotto prelievitato all’ingrosso è cresciuto del 10% in poche settimane. Ho il sospetto che qualcuno se ne st ia approfittando. Servono maggiori controlli contro la speculazione".

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