Clima, barriera ai cambiamenti. Nasce la foresta anti-siccità

In Martesana e nell’hinterland il piano coi fondi del Pnrr. "Stop all’effetto isola di calore"

Clima, barriera ai cambiamenti. Nasce la foresta anti-siccità
Clima, barriera ai cambiamenti. Nasce la foresta anti-siccità

In Martesana arriva la foresta anti-siccità. Fondi dal Pnrr per l’esperimento a Cambiago, Basiano, Cernusco, Cologno e Gorgonzola, Liscate, Masate e Segrate. Regia di Città Metropolitana che ha ottenuto i soldi dal Piano di ripresa e resilienza, a disposizione per la lotta al cambiamento climatico ci sono più di 2 milioni e mezzo. Finanziato anche un secondo intervento gemello nelle finalità – conservazione degli ecosistemi, ripristino dei corridoi ecologici - su Pozzo, Peschiera e Locate Trivulzi. Obiettivo del primo, che coinvolgerà anche Lainate, Nerviano, Paderno, Pero, Pieve Emanuele, "abbassare la temperatura nelle isole di calore piantando alberi – spiega il consigliere delegato Giorgio Mantoan -. Nasce tutto dalla collaborazione con il territorio".

Coinvolti diciannove centri, al lavoro sul progetto insieme ai tecnici dell’ex provincia, gli esperti di Politecnico, Bicocca e Parco Nord Milano. Una seconda collaborazione dopo quella felice di Forestami, 3 milioni di esemplari da mettere a dimora entro il 2030 per trasformare l’hinterland in un polmone per la Pianura Padana, cassa di compensazione per l’effetto climatico della metropoli. Il nuovo piano ha la stessa filosofia, alla base di tutto la difesa della biodiversità e della natura, ma anche quella della salute con la lotta alle polveri sottili. Un risultato ottenuto facendo "respirare" una delle zone più critiche della Regione con confini quasi cancellati dalla cementificazione tra una città e l’altra. Con la nuova doppia iniziativa torneranno verdi 62,51 ettari di terra, con mille specie arboree piantate per ogni ettaro, così prevede il ministero.

"Il lavoro per individuare le aree che rientrassero nei parametri fissati da Roma è stato davvero difficile – racconta Mantoan – ci siamo riusciti grazie allo stretto contatto con le amministrazioni. Lo scopo di tutto è potenziare il nostro capitale naturale per realizzare una vera e propria infrastruttura green". Il programma a Pozzo e dintorni (ma arriverà anche a Casorezzo e San Colombano) "si concentrerà sugli ambiti agricoli riforestando zone vicino a corsi d’acqua e parchi", una sorta di linea che collegherà diversi habitat. L’altro, invece, più legato all’area Milano Est che da Segrate arriva fino al capoluogo lombardo ha lo scopo ambizioso di raffreddare un zona calda per la forte urbanizzazione e la densità degli abitanti, "mitigando i rischi climatici legati alle temperature estreme e alle piogge intense", che tanti danni hanno fatto nell’anno che sta per chiudersi.

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