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29 mag 2022

"Ci aspettiamo un parco non la cava di calcestruzzo"

Marcia di protesta contro il sindaco che aveva promesso un’area verde. A preoccupare anche il progetto di un impianto per trattare i rifiuti inerti

29 mag 2022
giovanni chiodini
Cronaca
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate
La protesta dei cittadini ieri mattina lungo le vie del centro di Buscate

di Giovanni Chiodini

"Sì al parco. No ai rifiuti". Queste le parole d’ordine degli organizzatori della manifestazione sit-in che si svolta ieri mattina. Un gruppo di persone è partito da piazza San Mauro e ha raggiunto la cava, posta a nord dell’abitato. Punto d’arrivo della camminata la croce che era stata eretta durante il periodo della lotta alla discarica dei rifiuti solidi urbani (alla fine degli anni Ottanta), voluta dall’allora parroco don Gesuino Locatelli. Una croce dimenticata, che era sommersa dai rovi e che nei giorni scorsi alcuni volontari hanno ripulito e riverniciato. "Abbiamo organizzato questa iniziativa per portare le persone a vedere cosa sta succedendo sulla nostra terra. Purtroppo - afferma Franca Colombo, capogruppo di minoranza in Consiglio comunale - le promesse che il sindaco ha fatto in campagna elettorale non sono state mantenute. Aveva detto che entro sei mesi dalla firma della convenzione ci sarebbe stato il parco. Quindi entro la fine di maggio. Ma ad oggi nulla del previsto recupero ambientale di un’area verde di proprietà dei buscatesi è stato fatto".

"Mancano tre giorni alla consegna di questo terreno dal cavatore al Comune ma ancora non si vede nulla di quello che si sarebbe dovuto realizzare. Non pretendevamo di avere un parco già piantumato e attrezzato - sottolinea Colombo - ma almeno che tutte le strutture del cavatore fossero state rimosse. Invece l’attività non si è affatto fermata". Il parco pubblico ancora non c’è, mentre resta concreta l’ipotesi che lì vicino si faccia un impianto di triturazione di rifiuti inerti. "Certo che si sarebbe rispettata la prima convenzione, che sanciva già nel 2018 la riconsegna dell’area di cava al Comune, forse il cavatore non avrebbe neppure pensato di progettare un’attività di gestione di rifiuti inerti accanto ad un parco fruito dai cittadini, vicino al tracciato della via Francisca". E contro questa ipotesi il gruppo Insieme per Buscate e l’associazione 5 agosto 1991 hanno da settimane avviato una raccolta firme. Il termine ultimo della raccolta sarà il 12 giugno. Le firme verranno poi consegnate all’Amministrazione comunale. "Sono tutte firme di persone che vogliono difendere il loro territorio. Non abbiamo fatto una rincorsa al numero più elevato. Di molte famiglie ha firmato una persona sola. Ma l’importante è che la gente stia condividendo questi valori". Un impianto che il cavatore può realizzare senza alcun tipo di concessione comunale, avendo già avuto da Città Metropolitana l’assenso a operare senza neanche una Valutazione di impatto ambientale. "Il sindaco, che certamente ben si ricorda l’impegno dei buscatesi per tutelare quest’area, avrebbe dovuto perlomeno chiedere la Via, trattandosi di un impianto rumoroso e polveroso a 50-100 metri da un parco pubblico" aggiunge Colombo.

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