Centro mediazione lavoro. Cantieri, 7 mesi di ritardi

L’impresa siciliana ha chiesto cinque proroghe per la carenza di materiali. La prossima scadenza per lo stabile di via Pusiano è fissata per il 18 febbraio.

Centro mediazione lavoro. Cantieri, 7 mesi di ritardi

Centro mediazione lavoro. Cantieri, 7 mesi di ritardi

I lavori sono partiti il 12 gennaio di un anno fa e si sarebbero dovuti concludere lo scorso 26 luglio. Ma così non è stato. Gli interventi di manutenzione straordinaria nei nuovi uffici del Centro di Mediazione al Lavoro (Celav) di via Pusiano 22, zona Cimiano, periferia nord della città, non si sono ancora conclusi. L’impresa che si è aggiudicata la gara d’appalto da due milioni di euro lanciata dal Comune, la Loveral srl con sede a Patti, in provincia di Messina, in Sicilia, ha conquistato i lavori per l’immobile meneghino con un ribasso del 29,7% ma non si è dimostrata precisa nel rispetto del cronoprogramma. Una determina comunale, infatti, racconta che la Loveral srl ha appena chiesto e ottenuto dall’amministrazione la quinta proroga per concludere i lavori previsti. La quarta proroga aveva rinviato la fine delle opere al 30 dicembre scorso, ma l’impresa, lo scorso 28 dicembre, ha chiesto altri 30 giorni di tempo e il Comune gli ha concesso 50 giorni. Il prossimo termine di fine lavori, dunque, slitta al 18 febbraio. Questa volta sarà rispettato e si dovrà registrare la sesta proroga? A Palazzo Marino predicano ottimismo: "I lavori risultano conclusi come emerge dal verbale di riconsegna anticipata dell’11 dicembre 2023, fatta eccezione per piccole lavorazioni e per l’installazione del nuovo impianto elevatore (previo smantellamento del vecchio esistente) per il cui montaggio al momento non sono dati tempi certi da parte del fornitore".

Ma perché Loveral ha chiesto cinque proroghe di fine lavori ed è in ritardo di sette mesi sul termine delle opere? L’impresa ha motivato le richieste di proroga "per i continui ritardi negli approvvigionamenti dei materiali e delle forniture utili a completare i lavori, anche a causa della nota carenza di materie prime scaturita dalla recente situazione pandemica, sia per l’impossibilità nel reperire taluni materiali necessari al completamento dei lavori a causa delle chiusure dei fornitori per il periodo delle festività". Ragioni che il Comune ha considerato ragionevoli: "Le motivazioni addotte dall’impresa corrispondono a dati di realtà: da molti mesi, infatti, si constatano considerevoli difficoltà di approvvigionamento di prodotti finiti".

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