No ai cartelli salva ciclisti sul ponte della Ghisolfa, Censi contro Salvini: “Milano discriminata dal ministero”

Il post dell’assessore alla Mobilità su Facebook: “Perché in altre città la segnaletica per ciclisti sì mentre a noi si dice no?”. Legambiente: “Grave attacco del Mit alla ciclabilità quotidiana”

Arianna Censi e le foto allegate dall'assessore nel post su Facebook
Arianna Censi e le foto allegate dall'assessore nel post su Facebook

Milano, 6 febbraio 2024 – “La misura è colma”. Basta l’incipit del post su Facebook per intuire che Arianna Censi è arrabbiata. L’assessore alla Mobilità del comune di Milano ce l’ha con il ministero dei Trasporti, un "no” che suona come un atteggiamento pregiudiziale dello stesso Matteo Salvini nei confronti di Milano e della sua Giunta.

“La misura è colma – scrive nel post Arianna Censi -. Il Ministero dei trasporti ha negato a Milano l’autorizzazione ad installare cartelli informativi che segnalano una strada frequentata da persone in bicicletta. In attesa della realizzazione di alcuni lavori molto complessi sul ponte della Ghisolfa avevamo messo a punto, nelle scorse settimane, una serie di interventi per la messa in sicurezza della tratta.

Misure di buonsenso, richieste da cittadini e cittadine, che abbiamo studiato con molta attenzione e che avremmo voluto replicare in diversi punti della città particolarmente trafficati. Questo tipo di segnaletica è già utilizzata in decine di diverse città in tutta Italia, ma anche in Europa, e non avremmo mai immaginato di poter ricevere un diniego.

Questo diniego rappresenta un precedente molto grave, perché certifica un atteggiamento incomprensibilmente negativo nei confronti di Milano. Allora la mia domanda al Ministro @matteosalviniofficial è questa: perché in decine di altre città italiane sì, e lo si fa da anni, ma se lo chiede Milano la risposta è no?”

La posizione di Legambiente

Legambiente appoggia la posizione del Comune: “Grave attacco del Ministero dei Trasporti alla ciclabilità quotidiana”.  “Dopo le tenaci proteste degli attivisti e delle associazioni, riuniti sotto il motto “Non vediamo l’ora”, sostenute anche da Legambiente, per ridurre la pericolosità di un tratto di strada inserito nel PUMS ma ancora ostaggio di una pesante motorizzazione, il Comune di Milano ha stanziato oltre un milione di euro per la realizzazione di una ciclabile quantomai necessaria”. 

"Il Comune di Milano ha previsto anche una sistemazione transitoria, per mettere in sicurezza il tracciato in vista del cantiere vero e proprio, essenzialmente con interventi di segnaletica orizzontale e verticale. È su quest’ultima che si e appuntato il parere negativo del MIT. Si tratta dei noti cartelli con la scritta “ATTÈNZIONÈ! Strada frequentata da ciclisti” e l’indicazione grafica della distanza di rispetto da tenere. Sono cartelli ‘informativi’, ‘di attenzione’, frequentemente usati in tutto il paese, sicuramente opportuni sulla Ghisolfa, una ‘strada urbana interquartiere’ con il limite di velocita a 50 Km/h dove i cittadini in bicicletta sono poco protetti. In Italia sono stati diffusamente installati dalle amministrazioni locali proprio per aumentare l’attenzione e la sicurezza, anche in seguito alla campagna “Io rispetto il ciclista”. Ci si chiede perche quindi proprio gli undici cartelli di questo tipo previsti sul cavalcavia siano stati negati, oltretutto per una sistemazione transitoria, se non per una ideologica presa di posizione, quando l’Italia ha una legge (Legge 2/2018) che annovera la promozione della ciclabilita nei compiti

istituzionali, al pari delle altre modalità di trasporto.

“Più che da una valutazione tecnica obiettiva, il parere negativo del MIT sembra riconducibile alla battaglia personale di Matteo Salvini contro la moderazione del traffico motorizzato nelle città” spiega Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia.

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