Caso Santanchè e Visibilia Ispettorato del lavoro in campo

L’Agenzia delle Entrate chiede nuovi documenti sulla proposta di transazione da 1,2 milioni (a rate)della società in liquidazione del ministro al Turismo.

Caso Santanchè e Visibilia  Ispettorato del lavoro in campo

Caso Santanchè e Visibilia Ispettorato del lavoro in campo

È in valutazione in queste settimane, da parte dell’Agenzia delle Entrate, la proposta di transazione presentata da Visibilia srl in liquidazione, una delle società del gruppo fondato dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, per saldare, con un versamento di 1,2 milioni di euro diluito in 10 anni, i debiti com il Fisco. Al momento, però, da quanto si è saputo, alla società sono state chieste integrazioni documentali per meglio delineare la proposta, perché, così come avanzata, avrebbe suscitato dubbi e perplessità per un accoglimento. Chiudere questo capitolo con una transazione, oltre che definire anche il fronte su Visibilia Concessionaria, per gli ex amministratori indagati per falso in bilancio e bancarotta, tra cui la senatrice di Fratelli d’Italia, potrebbe significare vedersi cancellare almeno la seconda accusa, quando i pm milanesi chiuderanno le indagini.

Ma la vicenda processuale si arricchisce, intanto, di altri rivoli. Nei vari filoni aperti sul caso Visibilia Santanchè potrebbe essere a breve iscritta anche per un’altra contestazione, una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato, scaturita dalle dichiarazioni a verbale di un’ex dirigente di Visibilia Editore, che ha raccontato di aver continuato a lavorare quando era stata richiesta per lei dalla società la cassa integrazione Inps, tra marzo 2020 e novembre 2021 in periodo Covid. Accusa sulla carta più semplice, per come è stata messa a verbale da un’ex dirigente del gruppo, ma forse più sconveniente dal punto di vista politico, dato che l’ente che si ipotizza truffato è appunto lo Stato, di cui lei è rappresentante. Della nuova indagine si era già parlato e nelle scorse ore i pm milanesi, dopo un confronto col procuratore Marcello Viola, hanno iscritto formalmente il titolo di reato, al momento a carico di ignoti. Stando a quanto dichiarato dagli inquirenti della procura il fascicolo è a “modello 44“ con ipotesi di reato e senza indagati.

Pure ieri, nei filoni di indagine coordinati dall’aggiunto Laura Pedio e dal pm Maria Gravina e condotti dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza milanese, gli inquirenti hanno avuto diverse riunioni. Controlli potrebbero essere affidati anche all’Ispettorato del Lavoro.

An.Gi.