Casa, l’emergenza infinita. In difficoltà una famiglia su tre: "Puntiamo sulle cooperative"

L’allarme dei sindaci del Milanese e il piano di Legacoop: 206 milioni per 700 nuovi alloggi. Solo il 3% delle richieste di abitazioni popolari è soddisfatta, e migliaia restano sfitte.

Casa, l’emergenza infinita. In difficoltà una famiglia su tre: "Puntiamo sulle cooperative"

Casa, l’emergenza infinita. In difficoltà una famiglia su tre: "Puntiamo sulle cooperative"

di Andrea Gianni

MILANO

Quasi una richiesta di aiuto ai servizi sociali su tre, a San Giuliano Milanese, è motivata da difficoltà nel far fronte alle spese della casa. A Trezzo sull’Adda ci sono "un centinaio di alloggi comunali per casi di alta fragilità o emergenza e molti di questi sono sfitti", lasciando quindi una risorsa sottoutilizzata. Questioni messe sul tavolo dai sindaci del Milanese, alle prese con nuove povertà ed emergenza abitativa, che hanno partecipato all’assemblea delle cooperative di abitanti di Legacoop Lombardia. Struttura che ad oggi, in Lombardia, conta oltre 18mila alloggi di proprietà delle cooperative aderenti (con la formula della proprietà indivisa) e assegnati in godimento ai soci con canoni che mediamente si collocano nella fascia tra i 50 e gli 80 euro/mq annui. Il macro-tema è quello di un’emergenza che coinvolge una fascia sempre più ampia della popolazione, alle prese con costi in aumento a fronte di stipendi rimasti al palo.

Da uno studio Nomisma per Legacoop Abitanti emerge che il 28,3% delle famiglie segnala difficoltà nel sostenere le spese legate all’abitazione, mentre l’11,7% dei nuclei familiari si colloca in una fascia caratterizzata da "debolezza sociale", per problemi legate a salute, lavoro e relazioni. A Milano, dove ci sono oltre 8.500 alloggi popolari sfitti, secondo dati Sicet solo il 3% di chi chiede un appartamento popolare lo ottiene. I prezzi della casa hanno registrato aumenti fino al 47% nell’arco di cinque anni, mentre un alloggio su cinque viene comprato per poi affittarlo, quindi come seconda o terza casa. Milano resta a livello nazionale la capitale dell’edilizia residenziale pubblica, con 72mila alloggi, secondo i dati illustrati ieri da Patrizio Losi, direttore di Federcasa, in audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. Il neopresidente di Federcasa, Marco Buttieri, ha evidenziato inoltre che sulle occupazioni abusive "c’è un’attenzione e una collaborazione maggiore grazie alla quale riusciamo a bloccarle in pochi giorni. Il problema sono quelle storiche". Alloggi sfitti, occupazioni abusive, costi in aumento e famiglie in difficoltà. Un insieme di fattori che, quindi, genera una situazione esplosiva.

Legacoop Lombardia e il Dipartimento housing, in collaborazione con Finabita e Area Proxima, hanno definito una proposta che si pone come obiettivo la realizzazione su base quinquennale di 700 alloggi cooperativi, 500 dei quali a proprietà indivisa da assegnare ai soci a canoni inferiori a 85 euro mq/anno per l’area metropolitana di Milano e il resto della Lombardia. La proposta prevede un investimento complessivo di 206,6 milioni di euro, il 39% dei quali da finanziarsi con risorse pubbliche (79.6 milioni), a garanzia della concreta fattibilità di alloggi a canoni di locazione sostenibili, e il 61% (127 milioni) con risorse del mondo cooperativo. "È arrivato il momento per una nuova stagione di rilancio della cooperazione a proprietà indivisa – spiega Matteo Busnelli, coordinatore Housing di Legacoop Lombardia – crediamo quindi sia necessario promuovere politiche abitative per la realizzazione di nuova offerta residenziale in affitto a canoni sostenibili".

Una ricetta illustrata ai sindaci che hanno partecipato all’assemblea. "Credo che la collaborazione tra pubbliche amministrazioni con il mondo della cooperazione sia l’unico strumento per trovare delle soluzioni sostenibili per l’emergenza casa", sottolinea Marco Segala, sindaco di San Giuliano Milanese. "A Trezzo sull’Adda stiamo vivendo una sorta di punto zero – aggiunge il sindaco, Diego Torri –. Abbiamo un centinaio di alloggi comunali per casi di alta fragilità o emergenza e molti di questi sono sfitti. Questo dimostra come anche i pochi strumenti a disposizione dei Comuni non siano stati sfruttati al massimo e gestiti bene negli ultimi anni". A Seregno, invece, il 18% degli alloggi è al momento senza abitanti: poco meno di una casa su cinque è vuota. Dato che cozza con una "domanda di alloggi pubblici molto alta" nella città brianzola. "Per un bando per una casa riceviamo oltre 200 domande – conclude il sindaco, Alberto Rossi – e la fascia grigia è sempre penalizzata".