Casa del Custode delle Acque. Offresi impiego all’Info point

Vaprio d'Adda cerca un professionista per gestire l'Info point alla Casa del Custode delle Acque, cuore dei tesori locali e della galleria interattiva "Leonardo in Adda". L'obiettivo è promuovere le bellezze cittadine e attrarre visitatori, con un focus sull'innovazione nel turismo.

Casa del Custode delle Acque. Offresi impiego all’Info point

Casa del Custode delle Acque. Offresi impiego all’Info point

Accoglienza e orientamento turistico, Vaprio cerca un professionista per gestire l’Info point alla Casa del Custode delle Acque, cuore pulsante dei tesori locali, con la galleria interattiva "Leonardo in Adda" dedicata all’uomo simbolo del Rinascimento che abitò nel borgo a inizio Cinquecento, fissandolo per sempre negli sfondi delle sue opere più celebri, la Gioconda e la Vergine delle Rocce. Ed è proprio per spingere le bellezze cittadine - inserite in un circuito che arriva fino al Villaggio operaio di Crespi, gioiello Unesco, che ogni anno attira da queste parti 30mila curiosi - che l’amministrazione ha approvato l’atto di indirizzo per aprire la strada all’assunzione. "Un segno tangibile di quanto crediamo nell’economia della bellezza", spiega Anna Venturini, assessore alla Cultura. La guida collaborerà con la Pro loco, anima da sempre del progetto per attrarre curiosi fra eventi e tesori da scoprire, tra i suoi compiti, anche quello "di promuovere uno sviluppo innovativo del nostro sistema turistico - aggiunge l’assessore -. Speriamo che sia un giovane a cogliere questa opportunità".

Vaprio è molto attivo su questo fronte, la partecipazione alla Bit, la Borsa italiana del Turismo, è stata l’ultima iniziativa per portare i propri bijoux sotto gli occhi del grande pubblico negli stand di Unpli, l’Unione delle Pro loco italiane. In vetrina, i celebri palazzi, da quello dei Melzi d’Eril dove visse Leonardo, ad Anna Magnani. Anche Nannarella abitò qui con il primo marito, il regista dei "telefoni bianchi" Goffredo Alessandrini nella dimora di famiglia, Villa Pizzagalli.

E poi c’è il museo leonardesco con un migliaio di copie del Codice Atlantico, nell’antico casello daziario con la sala che ospita la vasca dove vengono riprodotti gli studi del genio sul moto delle acque e quella dove su grandi schermi si può passeggiare al suo fianco nei luoghi più significativi fra centro e periferia. Incastonati in un territorio ricco di storia, basta allargare lo sguardo per costruirsi un itinerario unico nel suo genere fra vestigia celtiche, longobarde e romane, opere idrauliche della bonifica benedettina, castelli medievali, chiese, dipinti e affreschi, filatoi e opifici cotonieri di inizio secolo. Ma non bisognerà più arrangiarsi da soli, ad aiutare i gitanti, presto, ci penserà l’esperto che per convincerli potrà contare su un panorama mozzafiato, che costringe chi l’ha visto una volta, a tornare. Bar.Cal.